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PREMESSA
Mondo in Cammino", in seguito a richieste specifiche, propone la seguente
campagna di accoglienza.
Per "Mondo in Cammino" la campagna di accoglienza non è un obiettivo, ma
un'azione sinergica, coordinata e condivisa con le finalità espresse dal più
generale Progetto Humus (www.progettohumus.it).
A "Mondo in Cammino" non interessano i numeri della campagna di accoglienza,
ma la sua qualità.
Non è intenzione di "Mondo in cammino" mettersi in gioco nel campo
dell'accoglienza con un'ottica mercantile (sottrazione di gruppi ad altre
associazioni).
L'iniziativa qui proposta da "Mondo in cammino" vuole unicamente cercare di
dare risposte e riempire spazi, ancora mortificati, di un'accoglienza più
consapevole che pian piano si sta imponendo all'analisi di diversi gruppi in
cerca di modalità diverse da quelle finora perseguite.
La convinzione di "Mondo in Cammino" è che l'analisi della validità di una
accoglienza non si basa sul numero di ingressi dei bambini/ragazzi in Italia
e, più in generale, sulla conta dei numeri di soggiorno all'estero, ma sulla
capacità di dare loro strumenti per la gestione del rischio radioattivo e
per la realizzazione delle migliori qualità di vita possibile in campo
radioecologico, nei propri paesi di residenza.
Solo a partenza da questo presupposto dipende il dimensionamento ed il
contenimento qualitativo degli ingressi dei minori stranieri.
L'accoglienza e gli interventi locali devono essere strettamente dipendenti
e correlati in qualità, congruenza, coerenza, costanza e continuità.
Chi condivide il tipo di approccio dell'organizzazione "Mondo in Cammino"
può ad essa rivolgersi per condividere le stesse modalità e finalità nel
campo dell'accoglienza.
INTRODUZIONE
Chernobyl, il cui nome indica l'assenzio, ha segnato l'inizio della civiltà
della cenere. Una profezia del XVI secolo annuncia che "l'erba amara
produrrà frutti di morte".
Il 26 aprile 1986, quando scoppiò il reattore di Chernobyl, villaggio
ucraino non distante da Kiev, furono molti che videro in questo evento
disastroso "un segno", perché Chernobyl vuol dire," l’erba amara", vuol
dire: Assenzio. E Giovanni, nell’Apocalisse (8-IO,II) annuncia la stella che
si chiama Assenzio: "...cadde dal cielo una grande stella, ardente come un
torchio; e cadde sopra la terza parte dei fiumi, e sopra le fonti delle
acque. E il nome della stella si chiama Assenzio. E molti uomini moriranno
di quelle acque, perciocché erano divenute amare".
Le "acque amare", le acque avvelenate, le acque che contengono la morte.
Nelle lettere profetiche della Monaca di Dresda si dice testualmente: "... La
grande scienza dell’uomo finirà per trasformare tutte le acque della terra
in un fiume amaro e sanguigno".
Chernobyl ha contaminato ogni cosa. Ma sono state soprattutto le acque a
presentare una radioattività che lo scienziato russo Zhores Medvedev ha
definito a suo tempo" disastrosa".
Ci vorranno tantissimi anni perché a Chernobyl tutto ritorni come prima. La
stella chiamata Assenzio continuerà, pertanto, a rimanere a lungo sulle
nostre teste. La stella che si chiama Assenzio ci ricorda che Chernobyl è
stato un segno, un avvertimento che molti non hanno colto.
Sta a tutti noi cogliere questo segno e sradicare “l’erba amara”.
OBIETTIVI GENERALI DELLA CAMPAGNA
D’ACCOGLIENZA
La campagna di accoglienza è propedeutica ad una progettualità più ampia
rivolta, a partenza dai bambini/ragazzi, a tutti coloro che vivono nelle zone
contaminate dall’incidente di Chernobyl.
Da diversi anni in molti paesi europei, ma specie in Italia, vi è una grande
attenzione verso i “bambini di Chernobyl”. Migliaia sono i bambini, provenienti,
soprattutto, dalla Bielorussia (ma anche dalla Russia e dall’Ucraina) che
usufruiscono di periodi di risanamento nel nostro paese per decontaminarsi dai
radionuclidi assunti attraverso i cibi contaminati.
Secondo gli esperti delle Nazioni Unite, la tragedia radioattiva legata
all’incidente di Chernobyl, sta entrando in un momento cruciale. Il peggio è
previsto proprio fra il 2006 e il 2010 quando le conseguenze sulla salute di tre
milioni e mezzo di persone raggiungeranno il picco più alto e quando i neonati
ed i bambini del 1986 (anno dell’incidente) cominceranno a loro volta a
procreare: solo così si potrà sapere se oltre al cancro, all’abbassamento del
livello immunologico della popolazione e a tutte le patologie sviluppatesi dopo
l’incidente, l’esplosione avrà provocato anche lesioni genetiche.
La realtà della contaminazione, nelle zone colpite dall’incidente nucleare, è
legata, in maniera diretta, all’alimentazione: il 70-90% della dose di
radiazione (derivante dal Cesio 137, dallo Stronzio 90 e in parte dal Plutonio)
passa direttamente dal terreno ai prodotti alimentari e da questi agli esseri
viventi.
Solo spezzando, in un anello della catena alimentare, il circolo vizioso della
radioattività si potrà offrire una speranza concreta, per una migliore qualità
di vita, alle popolazioni residenti nelle zone contaminate.
OBIETTIVI SPECIFICI DELLA CAMPAGNA
D’ACCOGLIENZA
La situazione post incidente ha messo in luce una realtà complessa ed incerta
riguardo all’irreversibilità degli effetti sociali, ecologici, epidemiologici,
alimentari ed ha permesso di scoprire le difficoltà nel costruire strategie di
azione nei territori contaminati e nei territori limitrofi.
Le esperienze hanno dimostrato che i problemi relativi all’esposizione esterna
sono appresi in maniera molto diversa, cioè in base alla percezione degli
abitanti, nonostante le misure di oggettivazione messe in atto dalle Autorità.
Così ogni forma di realtà è un ambito di significati e un mondo di esperienze a
sè. Ne deriva che la ricostruzione non può avvenire senza l’accettazione e la
gestione della cultura del rischio da parte delle popolazioni residenti sia in
territorio contaminato che non.
Di qui la necessità di ricercare modalità di intervento che permettano e
favoriscano un reale miglioramento delle condizioni di vita in questa zone.
E' in questo scenario che assume un ruolo determinante il percorso
socio-pedagogico allo scopo di dotare di strumenti "culturali" e "pratici" la
popolazione dei territori individuati.
Pertanto, partendo da queste considerazioni, la campagna di accoglienza deve
essere strettamente collegata ad interventi locali nel campo della
radioprotezione con particolare riferimento al “rischio alimentare”.
Bisogna, infatti, prevedere interventi in campo sociale per la costruzione di
percorsi pedagogici / culturali riferiti, come già accennato, soprattutto al
"rischio alimentare" e che possano condurre alla gestione globale del rischio
(comportamenti di vita, sviluppo della cultura della radioprotezione, ecc.)
mediante il coinvolgimento di tutta la popolazione e delle strutture
(municipalità, soviet rurale, giardino d'infanzia, scuola, ambulatorio
ostetrico/infermieristico, casa della cultura).
L’obiettivo specifico della campagna di accoglienza è quello di saldare il
beneficio diretto che da essa ne deriva (riduzione dell’accumulo corporeo di
radionuclidi) ad un’azione coerente nei luoghi di residenza per far sì che gli
attuali “bambini/ragazzi” di Chernobyl non diventino, al termine dell’esperienza
di accoglienza (qualsiasi sia la sua modalità di espletamento), degli
inconsapevoli “adulti di Chernobyl”.
L’inserimento nella campagna di accoglienza di “Mondo in cammino” deve
obbligatoriamente prevedere questi tipi di intervento a livello locale:
- promozione di iniziative comunicative ed educative nel campo della
radioprotezione, dell’educazione sanitaria e nella profilassi secondaria
- identificazione di “strumenti utili” per combattere le insidie radioattive,
soprattutto in campo alimentare (informazioni sulla capacità di assorbimento
radioattivo delle sostanze alimentari, scelta di metodiche di preparazione degli
alimenti in grado di determinare una minor concentrazione o l'eliminazione dei
radionuclidi, norme di comportamento da assumere per difendersi dalla
circostante realtà della contaminazione, ecc.)
- favorire lo scambio di buone prassi ed informazioni (opuscoli informativi,
realizzazione di infosportelli sulla radioattività, corsi scolastici di
radioprotezione, gestione di tecniche agronomiche per la realizzazione di
coltivazioni “pulite”, ecc.)
La domanda per l’inserimento nella campagna di accoglienza di “Mondo in
cammino” deve indicare l’intervento individuato a livello locale e la sua
sostenibilità. (Vedi, in ogni caso, i principi e le regole riportati
successivamente).
Altri interventi locali a diversi livelli (interventi strutturali in edifici,
realizzazione di migliori condizioni di vita in campo socio/economico, aiuti
umanitari, interventi nelle varie strutture territoriali – kolchoz, scuola,
municipalità, internati, giardini d’infanzia, biblioteca, casa della cultura,
FAP - ecc.) saranno subordinati o dovranno essere complementari a quelli
prioritari nel campo della radioprotezione. (Vedi, in ogni caso, i principi e le
regole riportati successivamente).
TUTTI QUESTI OBIETTIVI E RAGIONI FANNO SI' CHE LA CAMPAGNA PROPOSTA DA "MONDO
IN CAMMINO" SIA DEFINITA "ACCOGLIENZA COOPERANTE"
PRINCIPI FONDAMENTALI E REGOLE BASE
DELL'ACCOGLIENZA COOPERANTE DI "MONDO IN CAMMINO"
1. CONDIVISIONE FINALITA'. L'adesione a "Mondo in cammino" con le sue
successive tappe formali previste (quote, lettera di impegno, iscrizione del
progetto al COMIN, ecc.), è subordinata ad un preventivo contatto con i
reponsabili di "Mondo in cammino" ed alle modalità (che di volta in volta
verranno valutate e proposte) di confronto e verifica della comprensione,
condivisione e coerenza con gli obiettivi fissati. I Responsabili e tutto il
direttivo di "Mondo in cammino", per vicinanza e coerenza nei confronti dei
gruppi di volontariato aderenti alla campagna, sono rappresentati unicamente da
volontari che non percepiscono alcuna retribuzione.
2. PATTO FRA COMUNITA'. E' la condivisione degli obiettivi dell'accoglienza
cooperante da parte degli attori coinvolti, a partenza dalle associazioni
interessate (di entrambi i paesi) cui spetta, in primo luogo, il rispetto delle
finalità della campagna ed in secondo luogo la messa in atto e la gestione delle
conseguenti modalità operative.
3. PROVENIENZA DEI MINORI OSPITATI UNICAMENTE DA AREE CON PRESENZA DI
CONTAMINAZIONE RADIOATTIVA
4. ACCOGLIENZA COLLETTIVA OBBLIGATORIA SETTE GIORNI SU SETTE PER MINORI
PROVENIENTI DA ISTITUTI OVVEROSIA NO AD ABBINAMENTI FRA SINGOLO MINORE E SINGOLA
FAMIGLIA (non è una scelta di giudizio o di contrasto con altre modalità di
accoglienza, ma una scelta organizzativa e filosofica di MONDO IN CAMMINO)
5. PROGRAMMA COMUNE DEL GRUPPO DEI MINORI ACCOLTI DURANTE PARTE DELLE ORE DIURNE
DEI GIONI FERIALI (esclusi i prefestivi)
6. ADESIONE AL CODICE DEONTOLOGICO SULL'ACCOGLIENZA (in fase di elaborazione) in
cui vengono poste al primo posto le modalità per la migliore tutela dei diritti
dei minori, oltre le leggi, le norme e le disposizioni impartite.
7. RICERCA DELLE MIGLIORI MODALITA' GESTIONALI DELLA CAMPAGNA DI ACCOGLIENZA con
l'intento di assicurarne equivalenti condizioni in fase di operatività e
garantire, in ogni caso, i requisiti minimi indispensabili (in sicurezza,
qualità e quantità) durante tutte le operazioni previste. Questo sforzo ed
impegno, oltre agli aspetti pratici (valutazioni basate sul rapporto
qualità/prezzo e non servizio/prezzo inferiore), è teso a ribadire la necessità
di assicurare, a 360 gradi, il rispetto della tutela dei minori coinvolti.
8. LA REGOLA DEL 365 OVVERO GLI INTERVENTI IN LOCO (MICROPROGETTUALITA'). Gli
interventi in loco sono, in maniera prioritaria, indirizzati verso il campo
della radioprotezione in cui ogni gruppo ha la piena autonomia nella gestione
del microprogetto di cooperazione scelto, fatte salve, unicamente, la
corrispondenza con gli obiettivi della campagna qui proposta e una relazione
annuale sullo stato del progetto da presentare a "Mondo in cammino".
In assenza di un microprogetto autonomo il gruppo ospitante ha a disposizione le
seguenti modalità:
- avviare un proprio progetto di cooperazione su indicazioni di "Mondo in
cammino" che fungerà, nelle fasi iniziali, da supporto tecnico/logistico e di
indirizzo
- predisporre, nel tempo, un proprio progetto di cooperazione. Il gruppo
ospitante ha a disposizione un periodo massimo di due anni per valutarne le
possibilità e darne l'avvio operativo. Durante questo periodo il gruppo è
tenuto, per un principio minimo di equità nei confronti dei grupppi operativi in
loco, al versamento supplementare di una "quota di solidarietà" pari al 5% per
il primo anno e al 10% per il secondo anno del costo previsto da "Mondo in
cammino" per ogni minore ospitato. Le quote di solidarietà saranno destinate
agli interventi di cooperazione decentrata in loco di "Mondo in cammino". In
caso di non attivazione della microprogettualità nei tempi previsti, il gruppo
non potrà più aderire alla campagna di accoglienza cooperante di "Mondo in
cammino"
- supportare, in caso di non possibilità di attuazione di una delle precedenti
forme, i progetti in corso di Mondo in cammino. Questa modalità, in accordo con
Mondo in cammino, deve essere presa in considerazione per ultima, valutata
l'impossibilità di perseguire una delle precedenti modalità. Essa richiede una
piena adesone ai progetti di Mondo in cammino e deve prevedere un sostegno
annuale adeguato (minimo 2.000 euro) per evitare un facile meccanismo di delega
e disimpegno
"La regola del 365" sta ad indicare la capacità dell'accoglienza e della
cooperazione di intervenire non solamente in un arco determinato di tempo a
favore dei minori accolti e/o delle famiglie che vivono in territorio
contaminato, ma di agire con costanza ed impegno durante tutto l'anno, ovvero
per 365 giorni.
9. SENSIBILIZZAZIONE, SOSTEGNO E DIFFUSIONE DEL MESSAGGIO ANTINUCLEARISTA.
Questo fonda le sue ragioni sulle motivazioni etiche e scientifiche che sono
alla base e legittimano le campagne di accoglienza e gli interventi di
cooperazione; le stesse che, con coerenza dal 2002, sono presenti e diffuse dal
sito www.progettohumus.it, il maggiore portale italiano su Chernobyil e il
nucleare. Ad ogni singolo gruppo spetta l'individuazione delle modalità o degli
interventi mirati da attuare.
10. L'ADESIONE ALLA CAMPAGNA DI MONDO IN CAMMINO NON E' ASSOCIATIVA, ovvero
l'associazione/gruppo/comitato/ente/parrocchia non si associa a "Mondo in
cammino", ma aderisce solamente alla campagna di accoglienza cooperante. E'
scontato, però, che, pur trattandosi di semplice adesione, è doverosamente
prevista l'assunzione di responsabilità da parte dei rappresentanti di ogni
singola associazione/gruppo/comitato/ente/parrocchia, oltre all'impegno e
all'adesione alle finalità e modalità proposte, nonchè al rispetto delle
conseguenti disposizioni organizzative.
La decisione di non richiedere il vincolo associativo, permette (sulla base di
precedenti esperienze) di svincolare, nel tempo, i vari
associazioni/gruppi/comitati/enti/parrocchie dalla campagna di "Mondo in
cammino" senza successive e fastidiose formalità burocratiche; permette, inoltre
(senza ambiguità associative), la chiarezza del confronto fra le parti in causa.
E' gradita, peraltro, l'associazione singola/individuale a "Mondo in cammino". I
singoli soci (indipendentemente dai vari e/o diversi ruoli ricoperti) ne
acquisiscono appieno tutte le prerogative e, senza confusione di ruoli, ma
unicamente sotto questa veste, possono partecipare alle fasi di democrazia
diretta di "Mondo in cammino" (fra cui l'assemblea dei soci) determinandone le
scelte e le modalità di perseguimento.
NOTE
AI GRUPPI ED ALLE ASSOCIAZIONI PROVENIENTI DA PRECEDENTI ESPERIENZE VENGONO
ASSICURATE (SE RICHIESTE) LA CONTINUITA' TERRITORIALE, FUNZIONALE, ORGANIZZATIVA
E LA SCELTA QUALI/QUANTITATIVA DEI SOGGETTI INDIVIDUATI (FATTA SALVA LA
PRESENTAZIONE DI UN PROGETTO O DI UN INTERVENTO LOCALE COME PREVISTO DALLA
CAMPAGNA DI ACCOGLIENZA DI "MONDO IN CAMMINO").
BENEFICIARI
I minori provenienti dalle zone contaminate della Bielorussia, Russia, Ucraina,
Moldova.
ETA' BENEFICIARI
Dai 7 ai 17 anni.
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STELLA E L'ERBA AMARA" |