Oltre al problema universale della pandemia da coronavirus, un’ altra grande preoccupazione affligge noi tutti: gli enormi incendi che da 10 giorni bruciano le foreste della zona di esclusione di Chernobyl e che si stanno dirigendo verso la centrale nucleare. Oltre 8.000 ettari sono stati interessati

La situazione è drammatica nella provincia di Polesie (regione di Kiev) in Ucraina. Immensi fumi acri liberatesi dagli incendi stanno causando seri problemi respiratori agli anziani e ai bambini, già sotto minaccia da coronavirus. Sono interessati tutti i villaggi della provincia, soprattutto Ragovka, Lugovichi, Radynka, Mar’yanovka, Maksimovichi. Markovka. E’ completamente bruciato il villaggio di Vilìcha. Molti bambini e le loro famiglie sono rimaste senza casa, vestiti, alimenti. Il fumo radioattivo agisce negativamente nell’organismo umano, soprattutto in quello dei bambini.

Gli elementi radioattivi rilasciati dalla combustione degli alberi si muovono nell’atmosfera tramite i venti, si spostano per lunghe distanze e si depositano sui terreni o contaminandoli di nuovo o per la prima volta. Gli incendi nella zona di esclusione oltre a determinare maggiori incorporazioni di Cesio137  nei bambini, aumentano i livelli ematici di omocisteina1, un amminoacido che determina, già in giovane età, infarti, trombosi, ictus oltre che aborti e malformazioni feto placentari. Tutto questo in bambini che, per la permanenza in territori afflitti dalle gravi conseguenze del fallout di Chernobyl, soffrono – nonostante siano passati 34 anni – di disturbi cardiaci (82%) e alterazioni tiroidee (55,2%).

Secondo una ricerca del “Norvegian Institut For Air Reserve” gli incendi imponenti mobilizzano dal 2 all’8% del Cesio137 liberato dall’incidente del 1986 e le nuvole che si generano si spandono dapprima in tutta l’Europa e poi lentamente nel resto del pianeta.

La foresta di esclusione di Chernobyl è, quindi, una minaccia costante per tutta la collettività mondiale

Ci appelliamo alla Comunità Internazionale, e a tutte le sue Istituzioni, affinché – come giustamente e doverosamente è presa in considerazione  la minaccia del coronavirus – sia presa da subito in considerazione la messa in sicurezza della zona di esclusione di Chernobyl dagli incendi:  è una minaccia costante presente da 34 anni e che ogni anno causa pericolose ricadute: un fallout infinito. Bisogna inoltre evitare un disastro nel disastro: i venti stanno spingendo gli incendi in direzione della centrale nucleare. Anche diversi luoghi che erano candidati a diventare patrimonio mondiale dell’UNESCO sono stati coinvolti: il campo estivo “Smeraldo” e l’iconico filobus di Kopachi sono andati distrutti per sempre.

CI APPELLIAMO ALLA GENEROSITA’ DI TUTTI PER AIUTARE CONCRETAMENTE E DIRETTAMENTE LE PERSONE DEL POLESIE SOTTO MINACCIA DEGLI INCENDI.

Le persone non hanno strumenti per difendersi e non possono aspettare a lungo gli aiuti. E’ necessario intervenire con beni materiali (anche DPI contro il coronavirus ora che la minaccia per loro si è fatta più forte) e, soprattutto, nell’ambito dell’alimentazione perché si sta determinando, a causa del fallout degli incendi (fallout che continuerà per il protrarsi dei fumi dalle torbiere fumanti), una nuova contaminazione dei prodotti alimentari, che in forma diretta o indiretta, provengono da terreni già normalmente contaminati.

Solo nella provincia di Polesie ci sono 600 bambini con le loro famiglie. HANNO BISOGNO DEL VOSTRO AIUTO!

Professore Yuri Bandazhevsky Dr.ssa Natalya Dubovaya Massimo Bonfatti, ODV Mondo in cammino 13 aprile 2020

Per sottoscrivere il seguente appello inviare una mail a inf@mondoincammino.org con nome, cognome e qualifica. Oggetto: Appello incendi Chernobyl

PER AIUTARE DA SUBITO: scegliere una delle modalità di contribuzione QUI RIPORTATE. Causale: incendio Chernobyl

1The state of folate metabolism and its link with thyroid systrm in children after forest fires in the Chornobyl exclusion zone – Bandazhevsky, Dubovaya

One thought on “APPELLO URGENTE Imponente incendio nella zona di esclusione di Chernobyl. Popolazioni a rischio e problema mondiale”

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