Il bilancio 2019 con relazione del presidente di Mondo in cammino da approvare alla prossima assemblea associativa del 30 maggio 2020.

Il bilancio 2019 è in linea con i bilanci degli anni passati e indica la tendenza, ormai abituale da diversi esercizi, del ricorso associativo alle singole forze e risorse associative senza avvalersi di contributi pubblici,  ormai – qualora assegnati – sempre più tendenti a qualificarsi come “erogazione di servizi” piuttosto che supporto finanziario.

Anche la scelta etica, da parte di Mondo in cammino, di limitare al massimo le spese correnti – per destinare maggiori risorse ai progetti veri e propri – continua in questo esercizio gestionale e raggiunge, proprio nel 2019,  la sua migliore performance facendo attestare al solo 2,55% delle entrate la quota composta dalle spese di gestione, rimborso dei volontari e copertura assicurativa.

Trasferendo questa percentuale sull’importo della quota associativa, si ottiene che viene totalmente destinato alle iniziative e ai progetti il 92,55% della quota associativa, ovvero 18,51 euro su 20 euro. E’ un risultato molto importante perché indica il rispetto dell’ODV non solo verso il valore economico, ma soprattutto “etico”, insito nel rapporto che si instaura fra ogni singolo tesserato e Mondo in cammino.

Questo rapporto fra tesserato e Mondo in cammino si palesa, inoltre, nell’analisi delle donazioni ricevute nel 2019. I donatori nel 2019 ammontano a 280 unità: di questi i soci sono stati 130 (il 46,42%) ed hanno contribuito per il 38, 18% all’ammontare delle donazioni da donatori noti (sono escluse, infatti, le raccolte ad offerta non riconducibile). Non è ovviamente conteggiato l’importo della tessera, che non è equiparato, giuridicamente, a una donazione liberale (ed, infatti, non è deducibile). L’importo medio versato dal socio donatore à di 137,34 euro (contro i 192,65 euro dei privati). I soci donatori rappresentano il 30.80% degli aderenti 2019. In ultima analisi considerando le donazioni dei soci più le quote di adesione si giunge ad una copertura delle entrate, da parte dei soci 2019, del 38,39% delle entrate effettive (ovvero senza il conteggio delle rimanenze passive dell’anno precedente, ma incluse le entrate derivanti dal 5×1000).

I dati riportati indicano, in positivo, la qualità del rapporto instauratasi fra Mondo in cammino e una parte importante dei propri soci: le donazioni dei soci sono una costante che si ripete, fortunatamente, ogni anno e che permette una gestione di base dei progetti più significativi. In altre parole esse assicurano la continuità progettuale associativa, senza vincolarla strettamente alla dipendenza di manifestazioni ed iniziative specifiche ed estemporanee che – come nel caso del lockdown o di altri impedimenti contingenti – non possono o non riescono più ad essere proposte e realizzate (v. banchetti per raccolta fondi, attività produttive marginali tipo offerta di uova o colombe pasquali e così via). Questo rapporto fra MIC e i propri soci (che si realizza in diverse forme e con diverse modalità: vedi l’aggiornamento dei siti associativi, le comunicazioni con le newsletter o altra messaggistica, i colloqui telefonici, le risposte individuali ad ogni quesito e contatto richiesto, ecc.) è stato ed è oggettivamente defatigante, ma alla luce di quanto il lockdown sta evidenziando in termini di restrizioni delle attività, si sta dimostrando come una scelta positiva e fruttuosa, se non altro per mantenere viva e continuativa l’ attività associativa basilare.

Da una rapida scorsa sulle voci riferite ai progetti e presenti in bilancio, si nota ancora la prevalenza dei progetti dedicati all’area nucleare, sia per le entrate che per le uscite (28,92% e 60,07%). Il minore impegno economico per altri progetti (Camerun, Moldova, Guatemala), non dipende da un disimpegno, ma dalla correlazione  diretta con la presenza dei volontari, soci di Mondo in cammino, nelle sedi di intervento. L’impegno economico tende a calare laddove i volontari – per cause oggettive o per propria impossibilità – non possano garantire (e, nello specifico, è avvenuto così nel 2019) il follow up del progetto. Tutto questo è in linea con il primo assunto che guida l’azione di Mondo in cammino: “Il volontariato fatto con i piedi”. 

Per quanto riguarda la voce riferita al “confidence building”, nonostante l’oggettiva difficoltà ad operare nel Caucaso del Nord e, in mancanza di progettualità locale, a reperire i fondi, l’impegno di Mondo in cammino  non è scemato nei confronti delle tematiche dei diritti umani, assegnando in merito una quota del 2,78% dei propri interventi. Questo impegno finanziario è sufficiente, in ogni caso, a dimostrare e sottolineare che Mondo in cammino non può rinunciare al secondo “mantra” associativo, costituente del proprio DNA: “Non esiste solidarietà senza rispetto dei diritti umani”, dove per diritti umani si intende pure l’inclusione di altri valori, come quelli della giustizia, della nonviolenza, della ricerca della verità e così via. Anche il 2019 ha rivelato questa scelta da parte dell’organizzazione. A fronte di questi intenti, sembra che l’impegno di Mondo in cammino sia stato modesto (il 2,78%), ma buona parte di questo impegno, come verrà successivamente riportato, è presente – invece – e spalmato in maniera importante nelle voci degli interventi culturali e musicali, in cui rimane sempre come sottotraccia vitale e fondamento per ogni singola azione assunta al loro interno.

Queste due ultime voci citate sono, appunto, quelle che saltano all’occhio nel bilancio 2019.

Mondo in cammino ha sempre attribuito una grande importanza agli interventi in ambito culturale con la convinzione che, lentamente nel tempo ma necessariamente, solo la cultura possa cambiare l’approccio dell’uomo nei confronti delle problematiche che influiscono pesantemente e negativamente sul proprio presente e sul futuro dei propri figli: vale per il nucleare, per l’emergenza climatica, per quella umanitaria e per l’emergenza da coronavirus che è in piena esplosione nei momento della stesura della presente relazione. Inoltre, Mondo in cammino ha sempre sostenuto che volontariato debba fare rima con “qualità”. Negli anni precedenti questa attenzione dell’organizzazione era dimostrata anche dai progetti massmediologici, sospesi – però – nel 2019 per una presenza soddisfacente di giacenze e contributi video. Tutta l’attenzione, pertanto, è stata rivolta  a incontri ed iniziative di sensibilizzazione verso le quali si è riusciti ad attirare anche discreti finanziamenti di simpatizzanti e privati (9,15% delle entrate), ma soprattutto investite risorse (19,38% delle uscite), come nel caso degli eventi su Fukushima con Naoto Kan e Tamiyoshi Tachibana che hanno coinvolto diverse municipalità e migliaia di presenze.

In stretta correlazione con la voce dei progetti in ambito culturale c’è quella dei “progetti musicali”. Il veicolo musicale, oltre che solidaristico, è – intimamente per sua natura – culturale. L’investimento in ambito musicale ha permesso di instaurare collaborazioni (in primis con l’associazione “Cavallo bianco” di Roma), oltre che nuove relazioni istituzionali (vedi l’Ambasciata italiana in Bielorussia) e la possibilità di intervenire su fasce deboli della popolazione (internati e orfanotrofi). E’ una modalità innovativa di “fare volontariato”, mai, forse, sperimentata e che permette di coinvolgere in prima persona i destinatari degli interventi solidaristici; una modalità – e questo dato va fortemente sottolineato – che nasce e può solo sussistere grazie ad una forte coesione di intenti e di scelte etiche fra le parti (associazione e gruppo musicale). Il 2020 sarà decisivo per confermare e dare impulso a questo inedito e, fino ad ora, funzionale “matrimonio” in grado, anche, di fungere da esempio per altre realtà associative e/o altri interventi solidaristici/culturali. L’investimento assegnato a questa voce in bilancio ha, inoltre, un alto peso quali/quantitativo per lo sforzo compiuto, in prima persona, dal gruppo musicale EasyPop per raggiungere gli obiettivi del progetto “Vibrazioni per rinascere”. Questo progetto  ha permesso di ristabilire la cultura musicale in diverse scuole ucraine della quarta zona di esclusione afflitte dalle conseguenze negative – sociali, sanitarie e, appunto, culturali – del fallout dell’incidente nucleare di Chernobyl. Con il progetto sono stati consegnati 33 strumenti musicali, impianti e materiale vario per un valore complessivo di 8.000 euro rientrante, come molti altri impegni e iniziative non contabilizzati, in quel bilancio sociale che, conteggiato, probabilmente assumerebbe un valore, se non superiore, almeno pari a quello riportato nello schema di bilancio. Nel bilancio, l’investimento assegnato alla voce “progetti musicali”, corrisponde al 19,38% delle uscite.

L’intervento concreto e diretto di Mondo in cammino nelle attività culturali e musicali è stato impegnativo e molto coinvolgente: una discreta parte degli sforzi organizzativi e gestionali sono stati indirizzati, nel 2019, verso queste due voci. E’ stata una scelta voluta con la consapevolezza iniziale  che  non si sarebbero potuti dedicare ulteriori sforzi alle attività di auto finanziamento e attività commerciali marginali (per le quali nel bilancio 2019 non esistono movimenti, se non 493 euro in entrata per le attività marginali). I risultati hanno dato ragione alla scelta: le voci “autofinanziamento” e “attività marginali” hanno fruttato, nel 2018, introiti per 2.508 euro; invece, l’impegno nel 2019, fortemente scelto a favore delle attività culturali e musicali, ha fruttato introiti per 10.391,89 euro.  Tradotto in percentuale, le voci “autofinanziamento” e “attività marginali” hanno rappresentato, nel 2018, un contributo pari al 18,73% del finanziamento delle voci in uscita per le attività culturali (campagna “Dare voce alle voci”) e musicali (progetto “Basta una canzone”); nel 2019 le entrate alle voci delle attività culturali e musicali hanno rappresentato, invece, un contributo pari al 43,60% del finanziamento delle uscite delle stesse voci. Alla fin fine si è trattato di una scelta vincente che ha incrementato del 24,87% gli introiti per il finanziamento delle attività culturali e musicali, anzi di più: se si tiene conto dei 493 euro raccolti nel 2019 per le attività marginali, l’incremento è pari al 45,60%.

L’avanzo di gestione, riportato nello schema di bilancio, è destinato alle fisiologiche garanzie di copertura dei progetti in corso, fra cui – come da 5 anni a questa parte – al progetto “Oltre Radinka” allo scopo di assicurare il diritto alla mensa per gli scolari della scuola del villaggio in questione.

Nello schema di bilancio, infine, è stata aggiunta una voce: “Oneri non contabilizzati”. Essa corrisponde a “prestiti infruttiferi” da parte di volontari/soci nei confronti dell’organizzazione, ovvero a spese da essi sostenute a favore di Mondo in cammino e non ascrivibili ai consueti oneri di bilancio, in quanto somme impegnate direttamente e solo dai singoli soci nella qualità di “prestiti infruttiferi” e, in quanto tali, indicanti teoricamente una spesa e, quindi, un costo dell’ODV: onere che verrà contabilizzato e indicizzato a bilancio solo in caso di restituzione. Per tale motivo, per non perderne traccia e per rendere oggettivamente e funzionalmente gestibile il prestito (le cui voci sono riportate nel libro “Prima nota di cassa” custodito presso la sede effettiva dell’ODV) – qualora ne avvenga la restituzione non fruttifera – si è ritenuto opportuno, oltre che doveroso, renderlo evidente nello schema di bilancio.

La presenza della voce “Oneri non contabilizzati” spiega perché, nel 2019, non è presente nessun onere alla voce “Rimborsi spese volontari” a cui i “prestiti infruttiferi” sono imputabili e fanno, con molta veridicità, riferimento.

       DATA: 18/03/2020  

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