FIRMA LA PETIZIONE CONTRO LA NUOVA CHERNOBYL CHE MINACCIA TUTTA L’EUROPA

PETIZIONE LANCIATA DALL’ODV “MONDO IN CAMMINO ONLUS”, ITALIA, PER LA CHIUSURA IMMEDIATA DELL’EKOTES DI IVANKIV –  Diffondi e fai firmare!

Recapiti telefonici:
Fisso

Cell.

(Leggi anche la lettera del Presidente di Mondo in Cammino ad un fisico)

Alla Commissione Europea.

–   E’ in funzione dal 2014 la centrale termoelettrica a biomasse “EkoTES” nella città di Ivankiv (provincia di Ivankiv, Ucraina) di proprietà della “Biogazenergo”, registrata il 19.07.2005 nell’ offshore cipriota “Welenata Services LTD”, e per la quale la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (EBRD) ha fornito un prestito di 15,6 milioni di euro

–   la provincia di Ivankiv, ai confini della zona di esclusione di Chernobyl, è stata fortemente contaminata dal fallout dell’incidente nucleare e continua ad essere ricontaminata dai fallout dei vari incendi che si presentano ogni estate nella zona di esclusione

–   la contaminazione radioattiva e le sue conseguenze saranno presenti ancora per diversi anni in questi territori

–   le ultime ricerche del prof. Yuri Bandazhevsky hanno dimostrato le serie conseguenze del fallout radioattivo di Chernobyl nei bambini di Ivankiv, ovvero nella seconda generazione dei “bambini di Chernobyl”: circa il 90% dei bambini soffre di turbe cardiache correlate; oltre il 60% ha patologie da aumento dell’omocisteina ematica per comparsa di danni genetici da radiazione; vi è un riscontro frequente di noduli e tumori tiroidei, di elevata incorporazione di Cesio137,  di danni osteoarticolari, di aborti spontanei, di trombo embolie, di infarti

–   al fallout di Chernobyl si aggiunge da qualche anno il fallout conseguente alle emissioni di EkoTES

–  la centrale è stata costruita  nonostante i  seguenti pareri contrari:

  • il progetto della centrale termoelettrica non ha passato la perizia nell’ambito della sicurezza  radioattiva
  • il Comitato del Consiglio Supremo per l’Ecologia e Chernobyl ha risposto che la centrale termoelettrica è illegale: “Non ci sono basi giuridiche e legali per prendere in esame la questione della costruzione della centrale in questione”
  • la popolazione locale si è opposta categoricamente all’installazione della centrale termoelettrica a Ivankiv. La comunità territoriale di Ivankiv ha deliberato “il divieto di costruire, installare e utilizzare

–   la centrale termoelettrica a Ivankiv”la centrale, in piena potenza, brucia fino a 641,76 tonnellate al giorno e  il legname è prelevato nelle zone contaminate di Ivankiv e  ci sono testimonianze di trasporti illegali dall’area di esclusione

–   non vengano regolarmente utilizzati i filtri contro le emissioni aeree

–   secondo la perizia condotta dal dr. Grishenko per ogni quintale di legno bruciato la  centrale produce 1 Kg. di cenere con un contenuto medio di radioattività di 3.000 Bq/kg; per le emissioni aeree si desume che, alla dose effettiva di 1mSv, la centrale emetta una quantità di radiazioni sufficienti a irradiare 500.000 bambini o 330.000 maggiori di 17 anni. Questi dati sono derivati dall’analisi di una perizia radiologica condotta da un fisico dipendente dell’Istituto di Fisica dell’Accademia Nazionale delle Scienze dell’Ucraina. I calcoli sono stati confermati dalla Commissione Nazionale di Radioprotezione dell’Ucraina e da laboratori e radiologi ucraini di primo piano. I principali radiologi dell’Ucraina hanno indicato che nella perizia non è stato preso in esame il livello di purificazione delle scorie liberate in atmosfera

–   statisticamente dal 2 all’8% dei radionuclidi presenti nelle emissioni aeree, causate dalla centrale, ricadono in Europa in conseguenza degli eventi meteorologici (vedi precedenti ricerche in merito del Norvegian Institut for Air Research)

–   è ormai scientificamente provato, come avviene nella catena alimentare, che è sufficiente il contatto con basse dosi di radiazioni per causare un effetto nocivo nell’organismo umano e che esso è intensificato dall’effetto cumulo derivante dall’assunzione di cibi diversi, anche se contaminati “a norma”

–   risulta illogico bruciare legna contaminata “a norma”, soprattutto per province come quella di Ivankiv e della confinante Polesie, a causa dell’effetto di potenziamento della preesistente contaminazione (si pensi agli incendi nell’area di esclusione le cui conseguenze si propagano a zone fortemente abitate come quella di Kiev. Ad esempio, senza considerare l’effetto di potenziamento della EkoTES,  in seguito agli incendi del 26 aprile 2015,  l’Institute of Mathematical Machines and Systems Problems of the Ukraine National Academy of Scienze  – IMMSP NASU – aveva rilevato 150 Bq/m3 nell’aria di Kiev con proiezioni di aumenti da 10 fino a 100 volte del fondo di radioattività per i successivi tre giorni)

–   la cenere radioattiva prodotta dalla centrale viene usata per le civili abitazioni come amalgama al calcestruzzo e, distribuita in tutta l’Ucraina, viene usata come fertilizzante per i terreni per aumentare la resa quantitativa della produzione agricola. L’utilizzo della cenere radioattiva è parte integrante del progetto ed è correntemente  realizzato. La produzione agricola ottenuta dalla cenere radioattiva della centrale termoelettrica di Ivankiv raggiunge anche il mercato europeo.  Si è a conoscenza che la società Agrprommaš  (con sede  in via Vokzal’na 2a a Borodjanka, nell’omonima provincia della regione di Kiev) ha usato cenere della centrale per la propria produzione agricola e che la produzione agricola è stata esportata in Europa. Su richiesta precisa rivolta al Ministero delle politiche agrarie e alimentari dell’Ucraina dal deputato del consiglio provinciale di Ivankiv, Serhij V. Hriščenko, in merito alla tipologia dei prodotti esportati, ai volumi e ai paesi dell’Unione Europea interessati, relativamente agli anni 2015 e 2016, la risposta del Sostituto del Ministro per l’Integrazione Europea, O. Trofimzeva, è stata sconcertante fini ai limiti dell’omertà: “…sulla base delle competenze che gli spettano, il ministero comunica di non essere in possesso di queste informazioni”

–   pur non in possesso di dati specifici, si è in possesso di dati generali che, in relazione a quanto precedentemente riportato, sollevano serie preoccupazioni. Come si evince dal documento dell’Agenzia Fiscale Statale dell’Ucraina nell’anno 2015 vi è stata un’esportazione verso l’Unione Europea di oltre 53,500 milioni di tonnellate di prodotti agricoli e alimentari; nel 2016 di oltre 58,500 milioni; Natalia Mikolska, vice ministro dello sviluppo economico e del commercio ha dichiarato, tramite Facebook, che nel 2016 i Paesi dell’Unione Europea hanno consumato circa un terzo dei prodotti alimentari e agricoli esportati dall’Ucraina

–   l’Ucraina sta incrementando le esportazioni di grano (nel 2016 le esportazioni di grano in Italia dall’Ucraina sono quadruplicate fino a toccare le 600.000 tonnellate) e la contaminazione radioattiva da alimenti, senza considerare queste esportazioni, ha già ora raggiunto livelli preoccupanti (nel regolamento – Euratom – 2016/52 del Consiglio dell’Unione Europea del 15 gennaio 2016 sui livelli massimi ammissibili di contaminazione degli alimenti, viene affermato che i calcoli si basano, testualmente “sul presupposto che il 10% degli alimenti consumati ogni anno sia contaminato”)

–   per regolamento la EBRD non può finanziare progetti laddove sussista un fattore di rischio per danno ambientale

SULLA BASE DI QUANTO ESPOSTO SI CHIEDE ALLA COMMISSIONE EUROPEA’ CHE SIANO MESSE IN ATTO TUTTE LE MISURE PER:

– un’azione urgente e congiunta con l’Ucraina per la verifica dello stato radioecologico della provincia di Ivankiv, incluse le foreste e ponendo una particolare attenzione a tutti i radionuclidi coinvolti, non solo Cesio137 e Stronzio90, ma anche l’Americio241. Infatti se si confrontano i fattori di dose massimi per inalazione fissati dalla ICRP – International Commission on Radiological Protection –  fra Americio e Cesio ad attività uguale, il primo è 2.461,5 volte più radiotossico del secondo; se si confrontano i fattori di dose minimi, il primo è tre volte più radiotossico del secondo. Derivato dal Plutonio241, dopo un periodo di dimezzamento di 14 anni, l’Americio241 raggiunge la massima attività dopo 73 anni, quindi, rappresenta un grave problema almeno per i prossimi 50 anni

– un’azione coordinata con le autorità ucraine per verificare e indagare come è avvenuta sinora l’approvvigionamento di legname e come e a chi è stata distribuita la cenere prodotta dalla centrale

– l’individuazione, con le autorità ucraine, degli appezzamenti in cui è stata utilizzata la cenere della centrale valutando, dopo indagine radiologica, se sia doverosa l’esclusione dalla produzione

– la sospensione immediata di eventuali o futuri finanziamenti da parte della EBRD a favore della centrale termoelettrica di Ivankiv

– la ricerca delle responsabilità o degli interessi che hanno portato la EBRD a sostenere un progetto contro i propri dettami (danno ambientale) e nonostante i pareri contrari di cui si è fatto cenno

– LA SOSPENSIONE IMMEDIATA DELLE ATTIVITA’ DELLA CENTRALE, SIA A SCOPO PRECAUZIONALE E SIA IN ATTESA DEI RISULTATI DEI CONTROLLI RICHIESTI

– invitare in audizione, presso la Commissione Europea ed il Parlamento Europeo, il prof. Yuri Bandezhevsky affinché, attraverso i risultati del  follow up sanitario svolto su oltre 3.000 bambini, possa illustrare i danni alla salute riscontrati nella seconda generazione dei “bambini di Chernobyl” della provincia di Ivankiv sottoposti, dal 2014, a un doppio fallout radioattivo

–   invitare in audizione, presso la Commissione Europea ed il Parlamento Europeo, il deputato provinciale di Ivankiv, Serhij V. Hriščenko, in qualità di persona informata ed in possesso di una vasta documentazione sulla EkoTes (dalla fase progettuale sino agli ultimi dati disponibili sulle emissioni e sulle conseguenze dell’attività della centrale).

Si allegano le firme raccolte.

Il presidente di Mondo in Cammino, Massimo Bonfatti.

(Leggi anche la lettera del Presidente di Mondo in Cammino ad un fisico)

Recapiti telefonici:
Fisso

Cell.

3 thoughts on “Petizione per la chiusura dell’EkoTES, la nuova Chernobyl che minaccia l’Europa”

  1. Anche se questi fatti sono connaturati al nostro sistema, anche se la contaminazione da radionuclidi è solo una delle piaghe del nostro tempo, anche se tutto sembra congiurare CONTRO quelli che vogliono trasformare l’uomo in una creatura intelligente….. non bisogna smettere di combattere e di smascherare la vergogna che ci infliggono persone e istituzioni (cioè sempre persone !) .

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