Un messaggio per tutti: per chi ora mi legge, per i soci, per gli ex soci, per gli amici, i simpatizzanti, per tutti coloro con cui abbiamo condiviso percorsi comuni, per coloro che hanno sostenuto campagne specifiche associative, per coloro che hanno gli stessi interessi e anche per chi non li ha, per tutti coloro a cui – volenti o nolenti – ho rotto le scatole nel tempo con invio di comunicazioni – forse non desiderate -, inviti o sollecitazioni di vario genere. Me ne scuso, ma per tutti, proprio per tutti è questo messaggio.

Vi scrivo in questa pausa obbligata che ha colpito la maggioranza di noi.

Personalmente cerco di guardare con fiducia al futuro, apprestandomi ad un auto isolamento che andrà ben oltre la quarantena e i tempi che successivi decreti potranno imporre. Per le mie patologie sono un soggetto ritenuto “molto fragile”, ma non è questo che mi interessa dirvi, ma solo farvi comprendere che quello che vi dirò nasce da forti sentimenti di condivisione e anche, in alcuni momenti, di ansia e “paura” che cerco di scacciare guardando fiducioso il futuro e, se mi toccherà, cercherò di non perdere mai questo atteggiamento.

So che molti di voi vivono nelle zone più colpite dal contagio del coronavirus e, soprattutto a questi, va la mia vicinanza e quella di tutta l’associazione, unitamente ai sentimenti di conforto, purtroppo solo “virtuale”, per coloro che hanno perso i loro cari.

E’ una grande prova quella che stiamo vivendo, ma sono anche momenti che dovremo sapere trascrivere nei nostri cuori e sentimenti perché una volta usciti da questo tunnel (e, sicuramente, ne usciremo!) restino con noi per accompagnarci per sempre e farci apprezzare il rispetto altrui e il rispetto per questo nostro malandato pianeta (quel rispetto che è mancato e che è complice della situazione in cui ci troviamo).

Lo sappiamo tutti che stiamo correndo diversi rischi: sanitari, sociali, economici. Un rischio di cui si parla meno è quello del deterioramento delle relazioni sociali. Non bastano, per quanto utili, i flash mob dai vari balconi: ci tranquillizzano, ma dopo si richiudono le finestre. Dobbiamo fare in modo che quella distanza sociale, che ora ci è imposta, non diventi un “metro” culturale una volta finita la crisi. Ritorneremo sicuramente a ri-abbracciarci, ma dovremo farlo meglio e con più consapevolezza rispetto a prima.

Ognuno deve fare la propria parte: per alcuni questa è importante e fondamentale (penso ai miei colleghi infermieri e a tutti quelli che operano in campo sanitario; a tutti quelli che tengono viva l’Italia seppur ai minimi termini: gli addetti ad attività essenziali in campo alimentare, energico, dei servizi di pubblica utilità, di sicurezza, operai, aziende, autotrasportatori, partite IVA, negozi, ecc.); per altri un po’ meno.

Anche il volontariato deve fare la propria parte: sia il volontariato che, pur in questi tempi e per la propria vocazione ed ambito d’intervento, riesce ad essere attivo e sia quello che, per forza maggiore e per impedimento “fisico”, lo è di meno, come in parte è per l’associazione che dirigo.

Penso – pertanto – che il dovere che, personalmente, mi spetta e che spetta anche all’associazione, proprio in questo periodo, sia quello di continuare a costruire fiducia, relazioni e legami fra le persone e di non smarrire, anzi rinforzare, il valore della solidarietà.

Per questo vi lancio la PROPOSTA di scrivere le vostre idee, i vostri sentimenti, le vostre piccole o grandi angosce, il vostro modo di essere in questi momenti, in altre parole tutto quanto adesso “il tempo di coronavirus” vi fa venire in mente: insomma la storia umana e le testimonianze di questo momento che saranno raccolte, in forma anonima, in un LIBRO la cui lettura ci servirà successivamente per prendere la rincorsa e anche come amuleto apotropaico, ma, soprattutto, come memoria per le successive generazioni perché il futuro si costruisce meglio con la memoria del passato.

Scrivetemi a: info@mondoincammino.org
Resto anche a disposizioni per parlare direttamente, per condividere esperienze, sensazioni o quant’altro al numero 366 2089847

Vi chiedo anche di farmi presente SITUAZIONI DI ESTREMO DISAGIO causate dall’impatto del contagio da coronavirus che riguardino strutture, collettività, servizi al prossimo, comunità, ambiti condivisi da più persone, ecc.). Fra queste potremo sceglierne tre (e, se possibile, anche di più) ovvero quelle di maggiore difficoltà e lanciamo, da ora, una RACCOLTA FONDI ad hoc (la campagna “ANDRA’ TUTTO BENE!”), incominciando già a destinare una parte delle ormai esigue risorse finanziarie associative (il coronavirus, fra l’altro, ha interrotto anche la campagna di adesione associativa, non solo per la consueta distrazione di molti, ma per l’oggettiva contingenza creata a suo sfavore, per cui le casse sono quasi vuote). Vi prego di inviare storie di grande disagio da coronavirus documentate, rintracciabili e verificabili dandoci così la possibilità di fare una SOLIDARIETA’ CONCRETA che si unisca a 360 gradi alla già espressa vicinanza di affetti e che sarà trasparente, diretta e controllabile sul sito web così come lo sono state le campagne per i terremotati dell’Emilia e per quelli del Centro Italia (per chi ha fiducia in noi, è possibile fin da ora donare scegliendo una delle modalità QUI riportate e con causale “Andrà tutto bene”.

Successivamente, proprio in base alla raccolta, potranno essere individuati i destinatari e costruiti i progetti in loro favore, così come abbiamo fatto nelle precedenti raccolte che ci hanno permesso di consegnare direttamente fino all’ultimo centesimo 300.000 euro per 12 progetti (progetti a partire da 10.000 fino a 70.000 euro come per la cucina mobile a Pievebovigliana, ora Valfornace). Così anche come avvenuto per i progetti in ambito internazionale, dove – per esempio – grazie al lancio della trasmissione “Le Iene”, abbiamo raccolto altri 150.000 euro che sono serviti per l’operazione di asportazione del neuroblastoma al piccolo Vladik e a offrire 160.000 pasti puliti ai bambini delle scuole di Polesie, vicino a Chernobyl).

I progetti post emergenziali rappresentano la modalità e la strategia delle campagne di raccolta fondi di Mondo in cammino. Si sa che il grande cuore degli italiani, e più in generale di tutti i donatori, sono rivolti principalmente – come è giusto – alla fase dell’emergenza. C’è, però, una fase della post emergenza che il più delle volte viene ignorata e che durerà nel tempo e sottotono, in maniera più subdola, senza più i riflettori dei mass media. E’ una fase complessa e pericolosa per molte situazioni perchè – spente le luci dell’attenzione generale – per molti soggetti pubblici e sociali (e, peraltro, anche individuali) non sarà la fine dell’emergenza, bensì l’inizio di un’altra emergenza sotto forma di cronicizzazione. Saranno momenti in cui la solitudine e la mancanza di risorse creeranno ulteriori crisi che, senza la dovuta attenzione, porteranno nuove ferite e fratture nel tessuto sociale.

Sono questi i momenti in cui interviene e, nel caso specifico, interverrà Mondo in cammino con i progetti da voi suggeriti

Se si potranno realizzare dipenderà, in buona parte, dai voi. Abbiate fiducia e donate: è importante e saremo trasparenti, come sempre, fino all’ultimo centesimo.

Coraggio, ne usciremo rinforzati! Continuando a fare solidarietà vinceremo il contagio e la paura!

Vi ringrazio per l’attenzione!
Massimo Bonfatti
www.mondoincammino.org
366 2089847

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