J’ACCUSE! …E UNA CHIAMATA ALL’AZIONE

di Gianni Nocchi

CHIAMATA PER TUTTI I SOCI E NON SOLO!

A TUTTI COLORO CHE SANNO COSA VUOL DIRE “SOLIDARIETÀ” E SALVARE LA VITA DI UN BAMBINO SEMPLICEMENTE RIUSCENDO A LIMITARE L’ASSUNZIONE DI RADIOATTIVITÀ CON CIBO PULITO – A MENO DEL COSTO DI UN CAFFÈ AL GIORNO.

Non fermiamoci! Proprio ora che ci stiamo lentamente lasciando alle spalle il peggio dell’incubo del Covid-19, invito tutti a rivolgere un pensiero a chi è meno fortunato di noi e vive dimenticato dallo Stato ucraino in terreno radioattivo.

Tutti noi abbiamo sofferto molto nell’ultimo anno, ognuno di noi a modo suo, ma penso che basti guardarci negli occhi in silenzio per capirci in un attimo.

Febbraio 2020 – Giugno 2021
Le notizie che ci sono pervenute negli ultimi giorni dalla scuola di Radinka non sono buone. Per tutto lo scorso anno, infatti, non ci sono state le risorse per fornire i pasti ai più di 150 bambini della scuola. Come sapete, la scuola di Radinka riesce a sostenere le spese per la fornitura di cibo pulito ai bambini solo grazie ai fondi raccolti da Mondo in Cammino. Le difficoltà legate all’emergenza Covid-19 dello scorso anno hanno impedito di effettuare missioni in Ucraina per la consegna dei fondi per la mensa della scuola. Inoltre, resta sempre complicata l’apertura di un conto corrente in una banca locale dove versare i fondi dall’Italia accessibili dai responsabili della scuola di Radinka: le banche operanti in Ucraina sono reticenti nell’aprire conti dove confluiscano fondi dall’estero a causa dello stato di conflitto in cui versa il Paese per il fronte aperto nel Donbass e il timore di finanziamenti al terrorismo.

Nonostante queste complessità e limitazioni, Mondo in Cammino è stata continuamente in contatto con gli amici di Radinka che sono riusciti a costituire un fondo di beneficenza locale attraverso il quale potranno ricevere i fondi, una volta che si riuscirà ad aprire un conto corrente.

Mondo in Cammino continua a monitorare le opzioni di viaggio, che ancora sono complesse per via dell’emergenza Covid-19, per poter organizzare una missione in Ucraina, il prima possibile.

Bimbo_Radinka

Intanto, 500 giorni passati uno dopo l’altro, 500 giorni affrontati con la perseveranza di dover continuare la propria vita nonostante l’invisibile radioattività sempre in agguato, che alla luce del sole e senza remore tutto divora e contamina, penetra, aggredisce silenziosamente, senza distinzione di nessun tipo fra bambini, famiglie, campi, case, ruscelli e le macchie di betulle che inghiottono il villaggio rurale di Radinka.

Radinka, piccolo villaggio ostaggio di Chernobyl che vive di quel poco (e radioattivo) che può permettersi senza il nostro aiuto del progetto “cibo pulito”.

Nonostante siano passati 35 anni, infatti, ciò che è fuoriuscito dal reattore nucleare nr. 4 di Chernobyl è sempre lì, senza vergogna, alla luce del sole: Cesio-137, Stronzio-90, Americio-241, Plutonio-239+240, radionuclidi antropogenici entrati nei cicli biogeochimici del terreno e vegetazione che ha pervaso colture, allevamenti e la vita dei residenti e che continuano ad esporre alle radiazioni la popolazione locale, anche semplicemente camminando in un campo incolto.

Radinka, dove, in piedi davanti alla scuola, si vede nitido l’inizio della zona di esclusione che un tempo tagliava a metà lo stesso villaggio ma, come ci ha raccontato la direttrice della scuola, “per risparmiare sull’assistenza”, è stata “spostata” nella notte, con i suoi piccoli cavalli di frisia con filo spinato e vari cartelli che vietavano l’ingresso, fuori dal centro abitato.

Negligenza d’ufficio di Stato, negligenza consapevole che possiamo definire “reato di abbandono consapevole” della propria popolazione ad un futuro di sofferenze e morte.

Non può essere chiamato nemmeno omicidio preterintenzionale, perché fin dall’inizio erano tutti ben consci delle conseguenze della contaminazione che avrebbero portato.

Il nostro “J’accuse”è rivolto a chi ha sospeso gli aiuti di Stato a questi villaggi (cibo non radioattivo per le scuole e la fornitura di gas metano, quest’ultimo soppiantato dalla

combustione di legname radioattivo locale), abbandonandoli semplicemente al loro destino di dolore e sofferenze.

Inutile ripetere che la combustione di legname radioattivo crea un ulteriore fallout, ovvero una nuova biodisponibilità, una liberazione in aria dei radionuclidi che erano stati assorbiti e fissati nel materiale vegetale, che ricadendo con la condensa delle polveri dei fumi della combustione sono respirati e si aggiungono alla contaminazione del suolo, prati, campi, cortili, case, ecc.

«Non vi preoccupate! La radioattività è tutta intorno al villaggio […] ma il villaggio è sicuro, è pulito!» dicevano con convinzione gli ufficiali del governo alla fine degli anni ’90 nei vari villaggi che come una cintura costeggiavano la zona di esclusione di Chernobyl. Niente di più falso ed ingannevole.

Una storia che abbiamo sempre sentito raccontarci dagli abitanti dei villaggi che ci ripetono fra un sorriso ed una lacrima nelle loro case dove ci hanno accolto, curiosi verso noi stranieri, ai quali raccontare parte della propria vita e sofferenza.

Immagine 1: legname accatastato per essere usato nella caldaia a legna della scuola di Radinka (edificio retrostante), foto di Gianni Nocchi, Febbraio 2020.

500 giorni che Nadezhda Lishilienko, Direttrice della scuola di Radinka, con tutto il suo amore, la sua perseveranza e le sue forze porta avanti la gestione della scuola in cui più di 150 bambini ogni giorno possono consumare solo cibo portato da casa – anche se radioattivo, come derivati vegetali ed animali coltivati/allevati in loco – o a volte nemmeno quello, se figlio di famiglie più povere.

I suoi racconti del peggioramento delle condizioni di salute dai primi anni ’90 di tutti coloro che hanno frequentato e gravitato intorno alla scuola di Radinka confermano che la situazione è vertiginosamente peggiorata, e senza un aiuto alimentare pulito, la salute ed il futuro di questi bambini e adolescenti avrà un prematuro e doloroso declino.

I giovani studenti sono vittime di patologie che dovrebbero presentarsi in età più che adulta con uno stile di vita scorretto. A questo si aggiunge una drammatica disgregazione sociale, che porta un netto peggioramento della qualità della vita e che sfocia in violenze, furti, alcolismo, etc..

500 giorni fa ho fatto una promessa a Nadhezda guardandola negli occhi. Tutti noi l’abbiamo fatta, nel suo studio nella scuola di Radinka.

Immagine 2: la caldaia a legna della scuola di Radinka, foto di Gianni Nocchi, Febbraio 2020.

Le abbiamo assicurato che non avremmo lasciato soli gli studenti della scuola e che avremmo continuato ad aiutare a fornire cibo non radioattivo per i suoi bambini e adolescenti, un piccolo ma fondamentale aiuto, che può garantire loro una crescita e un futuro migliore.

https://www.mondoincammino.org/tesseramento

Con queste riflessioni esorto a rinnovare la tessera associativa annuale di MIC a chi non lo abbia ancora fatto, e di devolvere il 5×1000 della propria dichiarazione dei redditi all’associazione indicando il seguente codice fiscale: 94027870024.

https://www.mondoincammino.org/5-x-1000

Io, insieme a Mondo in Cammino, vogliamo tenere fede alla promessa fatta a Nadezhda, e Voi?

Aiutateci a far ripartire il prossimo anno scolastico con la certezza per i 150 ragazzi di Radinka di cibo pulito alla loro mensa.

di Gianni Nocchi

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