NO-STOP CAMPAIGN FOR A NUKE FREE FUTURE

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Non-stop campaign for a Nuke free future”è un invito a tutti (soggetti singoli e associati, enti ed istituzioni) di cui L’ODV “Mondo in cammino” si fa promotrice.

Nasce da un’idea, forse non originale, ma decisamente necessaria per l’attuale fase storica e per il futuro. Nasce dalla necessità di coniugare l’etica del futuro per le prossime generazioni al dovere della denuncia e dell’impegno concreto, qui ed ora.

Le grandi manifestazioni giovanili dei “Fridays for future” stanno rappresentando un entusiasmante momento di partecipazione e di denuncia.

Purtroppo rimane sottotraccia la denuncia del nucleare; anzi – attraverso le campagne per la prevenzione del riscaldamento globale e del cambiamento climatico – si nota uno strisciante tentativo di legittimazione del nucleare come fonte pulita che non emette la Co2. Fatto ancora più preoccupante di fronte alla proliferazione di centrali nucleari soprattutto nei paesi  in via di sviluppo grazie alla “via della seta” e a nuove modalità di funzionamento (vedi le centrali galleggianti) e alla ripresa della guerra fredda fra le superpotenze e alle influenze geostrategiche in grado sia di giustificare che indurre un pericoloso riarmo nucleare (ne è una riprova l’incidente di Nyonoksa).

Non-stop campaign for a Nuke free future” è un’agenda che intende rilanciare l’ impegno costante e continuativo contro il nucleare, per riprendersi dal torpore e dall’amnesia sulla sua pericolosità.

Alcuni fronti di impegno:

 – da quello per l’abolizione della legge truffa AIEA/OMS del 28/05/1959 a quello per l’affiancamento delle tematiche nucleari nelle manifestazioni “Fridays for future”;

– dalla denuncia dell’Ekotes – la nuova Chernobyl che minaccia tutta l’Europa  – a quella sulle minimizzazioni e bugie che accompagnano ogni impresa nucleare;

– dalla denuncia delle agenzie criminali che utilizzano manodopera sottopagata e ignara per la bonifica della centrale di Fukushima al rafforzamento dell’aiuto e del follow up sanitario delle popolazioni che vivono in zone di fallout radioattivo;

– dalla comprensione che il patrimonio genetico alterato delle popolazioni che vivono in zone di fallout radioattivo è un monito per quello di tutta l’umanità alla proposta di iniziative di sensibilizzazione antinucleare come la diffusione del film “Il coperchio del sole”;

– dalla denuncia della minaccia alla democrazia insita nel processo di affermazione del nucleare al dovere di tutela dei diritti umani – in primordine informazione e verità – violati dallo stesso processo;

– dalla necessità di revisione del concetto di “norma” e delle legislazioni sui valori massimi ammissibili in caso di contaminazione nucleare al sostegno delle energie rinnovabili abbinato all’impegno concreto per lo sviluppo e la ricerca di prodotti in grado di diminuire il rischio nucleare nella catena alimentare;

– dal monitoraggio dell’insorgenza sia di nuovi fallout che di nuovi ri-fallout radioattivi (incendi boschivi, rilasci in mari e fiumi) alla denuncia dello sfruttamento umano e ambientale e dell’inquinamento nelle miniere di uranio sparse per il pianeta;

– dall’ impegno nonviolento e pacifista contro la proliferazione della armi nucleari alla comprensione che una centrale nucleare è solo la punta dell’iceberg di tutto il processo nucleare (dall’uranio alle scorie);

– dalla denuncia delle folli scelte dei vari dr. Stranamore sparsi per il mondo (USA, Russia, Corea del Nord, Cina, ecc.) a quella contro le politiche farisaiche sull’uso delle energie rinnovabili per nascondere o minimizzare l’eredità nucleare (vedi, per esempio, la centrale solare nella zona di esclusione di Chernobyl);

– dalla denuncia dei siti e delle fonti di contaminazione radioattiva nel proprio territorio alla vigilanza sui trasporti di materiale radioattivo;

– dalla riaffermazione del concetto che “chi inquina paga” al risarcimento delle vittime da fallout o incidenti nucleari che tenga presente anche le conseguenze indirette e il danno a distanza delle contaminazioni interne (le radiazioni uccidono in differita!);

– dall’attenzione verso le produzioni agricole, gli alimenti e il legname provenienti da regioni con alta presunzione di contaminazione radioattiva al dovere di mappatura delle zone a rischio;

– dalla consapevolezza di non dovere accettare aprioristicamente una scienza unicamente dogmatica alla scelta dell’umanesimo del dubbio per una scienza che partendo da un elemento basilare ed ineliminabile del processo di ricerca, ovvero l’osservazione, ponga la precauzione e l’accettabilità del rischio come paletti imprescindibili in ambito nucleare (e non solo!);

– dal superamento della cultura difensiva dei “Nimby” alla riproposizione della cultura del “pensare globalmente e agire localmente”.

– dall’ impegno singolo quotidiano fondato sul risparmio come migliore fonte di energia (le buone prassi) alla testimonianza nelle realtà di cui si è parte.

Un’agenda aperta alle idee e all’apporto di tutti, ad adesioni singole e di associazioni, enti ed istituzioni; un work in progress di costante vigilanza.

Non-stop campaign for a Nuke free future” non è, però, una semplice e teorica mozione di intenti: richiede un’adesione concreta da parte di tutti i soggetti, ovvero una personale dichiarazione di impegno.

Ognuno è tenuto a spendersi in qualcosa, a metterci la faccia.

Non-stop campaign for a Nuke free future” è una modalità diversa di adesione: è una vera e propria modalità di condivisione.

ADESIONE

L’intenzione di impegno può essere un’azione singola, un impegno in qualsiasi campo e contesto sotto varia forma e metodica, una campagna di sensibilizzazione, ecc., partendo dalle tematiche sopra esposte o individuandone delle nuove. Basta solo specificare l’azione o la modalità che si intende scegliere: il fine è non rimanere impantanati e/o intrappolati in semplici dichiarazioni di intenti o in slogan generici e a volte sterili, così come avviene nelle manifestazioni dopo il riavvolgimento degli striscioni fino al prossimo srotolamento, se ci sarà.

Può, ovviamente, essere un impegno già assunto, o uno da proporre.

Insomma, uno strumento che, oltre alla condivisione, sia in grado di apportare idee e strumenti per testimoniare ed indicare che il futuro sarà sostenibile ed etico se ognuno di noi, da subito, smetterà di accontentarsi di stare alla finestra.

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