Dubovy Log è un piccolo villaggio bielorusso che si trova in un territorio di forte contaminazione radioattiva, tuttora presente a quasi 34 anni dall’incidente nucleare di Chernobyl. Si tratta di una vera e propria riserva radioattiva, isolata in mezzo ai boschi e la cui esistenza è giustificata solo dal fatto di offrire forza lavoro ad un vicino e grande complesso agricolo che, nonostante ancora gli alti livelli radioattivi,  “esporta” verso le vicine provincie latte, carne, grano.

Per questo suo triste destino di contenitore di forza lavoro, nel corso degli ultimi 10 anni Dubovy Log è stata socialmente desertificata: via la scuola, via l’asilo di infanzia, via la mensa per gli operai, via il piccolo ufficio postale, via il piccolo negozio con alimentari, via la biblioteca, chiusa la casa della cultura…e altro ancora.

In questa realtà Mondo in cammino aveva deciso di intervenire costruendo un piccolo presidio di resistenza: “Il Doposcuola di Dubovy Log”. Con fatica è stato mantenuto in tutti questi anni. Grazie al doposcuola, dopo le lezioni scolastiche nel capoluogo di provincia, i bambini tornavano nel loro villaggio e trovavano un locale dove essere accolti: qui una maestra li seguiva per almeno tre ore facendoli giocare, assolvere i compiti scolastici, fornendo raccomandazioni – soprattutto alimentari – per la gestione del rischio radioattivo in territorio contaminato.  La cosa più importante, però, è che i bambini potevano usufruire di una buona merenda – in qualità e quantità –  tramite la quale assumevano cibi provenienti da filiera alimentare controllata sottraendo un’importante quota di alimentazione a quella contaminata di casa in quanto proveniente dai cibi degli orti familiari e dagli animali dell’economia domestica. Il locale, la maestra, gli arredi, il materiale didattico e di funzionamento, il riscaldamento, l’elettricità, il cibo, insomma tutto, sostenuto dai finanziamenti di Mondo in cammino.

Senza poi tacere sulla funzione sociale del Doposcuola come punto di aggregazione e confronto fra le famiglie e, soprattutto, di sottrazione momentane, nonché preventiva (il “controllo” sociale dell’insegnante) dei bambini dalle derive presenti in questo luogo isolato e rappresentate soprattutto dalle deviazioni comportamentali dovute all’alcolismo, grande minaccia di emulazione per il futuro degli stessi bambini.  

Ora tutto questo non esiste più: degli ignoti vandali, verso la fine del 2019, hanno devastato il Doposcuola depredandolo di tutti gli oggetti: banchi, sedie, giocattoli, generatore di corrente, termosifoni portatili, computer, materiale di cancelleria, videoproiettore…addirittura vasi di fiori. Violentando i libri e tutto i faldoni cartacei.

Pensare che siano stati dei semplici ladri è un sentimento consolatorio. Il Doposcuola era da anni a disposizione per ruberie di vario tipo, anche se come deterrente aveva un sistema di allarme collegato al kolchoz e robuste inferriate alle porte e finestre.

E’ stato sicuramente un atto voluto da qualcuno a cui il Doposcuola dava fastidio, soprattutto – e presumibilmente  – in quanto testimonianza di un grave problema ancora presente: quello della radioattività. Qualcuno vorrebbe che non si parlasse più di radioattività per non interferire nell’apporto positivo della forza lavoro. Giustamente il Doposcuola aveva mantenuta alta l’attenzione verso la realtà circostante contaminata, tanto che diverse famiglie – appena avutene la possibilità – avevano lasciato il villaggio per andare a vivere in realtà radioecologicamente più sicure. Sicché per mantenere un’adeguata presenza di forza lavoro sono state offerte condizioni favorevoli (oltre al lavoro, una casa senza pagare l’affitto con orto, stalle e terreni a disposizione per animali da cortile e da economia di sussistenza) a chi lo volesse: condizioni, ultimamente, accettate per lo più da persone con situazioni familiari estremamente povere, da alcolisti, da persone uscite di prigione e disorientate di fronte ad un futuro senza prospettive e punti di riferimento e che sono andate ad affiancarsi ai vecchi residenti ancora resistenti.

Sono tante le ipotesi, a questo punto, che si possono fare e tutte con una loro coerente giustificazione, ma sarebbe ingiusto farle coinvolgendo soggetti estranei perché – nonostante tutto – esistono persone oneste e sincere su cui contare.

E con esse stiamo pensando alla “ricostruzione” di questo presidio di solidarietà, di cultura, di partecipazione. Ne getteremo le basi nella prossima missione di fine febbraio 2020 per cominciare, almeno da marzo, ad offrire ancora il cibo pulito ai bambini del villaggio e, con essi, a tutte le famiglie.

Si sono trovati anche altri locali alternativi, presso il kolchoz – per di più attentamente vigilati – e da qui ripartiremo a ricostruire il Doposcuola.

L’unico problema, come sempre, sono le risorse economiche: servono inizialmente 10.000 euro. Siamo sicuri che poco per volta gliela faremo, soprattutto grazie all’aiuto di voi che leggete, di tutte le persone che saprete coinvolgere e di tutti gli amici e conoscenti raggiunti e che si sentiranno di farsi coinvolgere e contribuire.

(CLICCA QUI E SCEGLI LA MODALITA’ PER CONTRIBUIRE. Causale: “Dubovy Log” o “doposcuola”).

Vogliamo raggiungere l’obiettivo entro la fine di maggio 2020.

Massimo Bonfatti

Presidente di Mondo in cammino

PS: la qualità delle foto è determinata dal fatto di essere “frame” di un video amatoriale girato con un smartphone per una diretta FB.

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