4 minuti, 240 secondi. Quant’è pesante l’Amore.. Lontani ma ci siamo sempre incontrati!

Questa distanza ci ha intaccato l’anima, le nostre perdite, il nostro dolore, la nostra incertezza, dopo un anno e mezzo di emergenza di Covid-19, siamo usciti dall’aeroporto ucraino di Kiev-Boryspil’ con l’anima scalfita, ma ancora una abbiamo fatto il giro di mondo per riuscire a stare con te un altro giorno.

Il peso che abbiamo dovuto sopportare negli ultimi mesi, la situazione Covid-19 bilaterale Italia-Ucraina, la preoccupazione per coloro che non hanno giusto accesso alle cure mediche, viaggio o non viaggio, permessi, assicurazioni sanitarie accettate, tamponi, quarantena o no..

È bastato uno sguardo per ripagare tutto lo sforzo che abbiamo dovuto affrontare per riuscire incontrarci di nuovo, altra mossa decisa di MIC nella “scacchiera” che contrappone da una parte “Verità, giustizia sociale, Amore verso chi è stato dimenticato e meno fortunato di noi” e dall’altra lo “stucchevole falso ottimismo di Stato (ed internazionale della Lobby nucleare)” sulla situazione odierna di tutti coloro che gravitano intorno a “l’affaire Chernobyl”, ovvero tutti coloro che sono stati toccati dalla catastrofe nucleare dell’Aprile 1986.

Lo abbiamo sentito nell’aria, Chernobyl, anche se in una gradevole giornata, i suoi respiri districati e fasciati fra le macchie di betulle che circondano il villaggio di Radinka, i soffi di vento da nord ci hanno ricordato che la zona di alienazione continuava ad osservare tutti coloro alla loro portata, riversando con noncuranza il suo carico di radionuclidi che nonostante i 35 anni passati, ancora in agguato ci aspettano nell’apparente rigogliosa e fiorita campagna ucraina.

Non ha tardato a manifestarsi, si è imposto con forza, senza il minimo rispetto, il picco caratteristico del decadimento del Cesio-137 a 662 KeV. Camminavamo in un campo minato.. senza mine ma con frammenti silenti di quella notte di fine Aprile di 35 anni fa.

.. 4 minuti, 240 secondi sono bastati al mio spettrometro gamma per confermare l’ubiquitaria presenza del Cesio-137 che invisibilmente continua a colpire tutto ciò che trova intorno, alberi, case, animali, persone e bambini che inconsapevoli giocano su questi prati rigogliosi in questa gradevole giornata di fine estate.

Camminare su una lampada led dalla luce penetrante, come si vedono nelle piazze europee, solo non luci puntuali, fastidiose da fissare abbassando lo sguardo camminando, ma un’immensa distesa di luce invisibile, fascio di energia ionizzante, che apparentemente innocua, indolore, crea danni biologici cellulari tramite la sua dose di particelle beta e raggi gamma emessi. Per non parlare dell’altro radionuclide, anch’esso ubiquitario, lo Stronzio-90, beta puro, di più complicata rilevazione sul campo, ma antropogenico come il Cesio-137, ed anch’esso nefasto per la salute umana.

Oltre a questi bisognerebbe aggiungere i radionuclidi transuranici presenti (ad esempio gli isotopi del Plutonio), ma questa è un’altra faccenda.

Quanti affanni, quanti Km, quanti pensieri, ma alla fine siamo riusciti a incrociare di nuovo lo sguardo di Nadezhda, la Direttrice della scuola di Radinka.

Lontani ma sempre stati vicini, nelle decine di telefonate in questi 600 giorni dall’ultima volta che siamo riusciti a vederci ed abbracciarci.

Perché nonostante la lingua diversa, la distanza che ci ha separato, l’intensità di uno sguardo, il calore di un abbraccio, ci ha fatto capire che siamo sulla strada giusta e che l’anima di MIC ha resistito nonostante tutto, ed anche se zoppicanti, abbiamo dimostrato, senza nessun vanto, che ci siamo, abbiamo resistito, e nelle nostre capacità, andiamo avanti.

Noi tutte e tutti, coloro che ancora credono al messaggio di ambasciatori di Pace, Amore e Giustizia verso gli ultimi in questo mondo nucleare dove tutto sembra normale e silenzioso, dalla natura ripetitiva, quasi noiosa, ma ognuno vive nella sua trincea in questa guerra invisibile combattuta per la propria sopravvivenza.

Con questo vogliamo ringraziare di cuore tutti coloro che hanno permesso tutto questo, chi ha rinnovato la tessera MIC donando la propria fiducia, ed anche a chi, anche se non lo ha fatto, ha contribuito nelle sue possibilità, per il raggiungimento del risultato che noi, ma anche tutti voi abbiamo portato a compimento.

Perché ci eravate anche Voi.

Anche se non fisicamente, mentre parlavamo ed ascoltavamo Nadezhda e gli altri amici della scuola di Radinka, anche Voi eravate lì con noi, Voi che avete contribuito a realizzare questa nuova tappa del Progetto “cibo pulito” di MIC, Voi che avete creduto ancora una volta nell’Associazione, anche dopo la scomparsa del Suo Presidente poco più di un anno fa, Voi che col Vostro aiuto, avete e state permettendo che il sostegno alla mensa della scuola di Radinka sia un trampolino di lancio per altri aiuti socio/culturali/musicali in corso per gli oltre 150 bambini provenienti dai villaggi adiacenti che, come Radinka, “presidiano” l’invisibile confine con la zona di alienazione di Chernobyl.

Tarda estate, est Europea, clima continentale gradevole, non troppo umido, giornata solare con nubi sparse veloci in cielo.. è in quest’atmosfera che Nadezhda, la Direttrice della scuola di Radinka, a poche decine di metri dal confine immaginario della zona di alienazione di Chernobyl, ci ha accolto durante l’ultima missione di MIC in Ucraina.

Nonostante la stanchezza accumulatasi giorno dopo giorno, abbiamo portato a termine tutte le tappe che necessitavano la nostra presenta in loco.

Questo è il primo capitolo del viaggio, nei prossimi parleremo del nostro incontro con Vladik, la madre Ania, per non parlare delle ingenti e vergognose spese militari in occasione del 30mo anno di indipendenza dalla Russia, lo Stato ucraino ha speso per le prove e la parata militare per le strade della capitale Kiev, la battaglia contro la Ekotes di Ivankiv che bruciando legname radioattivo, continua a liberare nuovamente, ovvero rendere biodisponibili, i radionuclidi fuoriusciti dal reattore n°4 di Chernobyl 35 anni fa.

Sembra un tempo lontano, lasso di tempo di una generazione, ma ogni volta che vengono ritrovati è come se fossimo sempre là, amici ed amiche che in cordone, siamo in difesa di chi ancora oggi soffre dimenticato in silenzio di una catastrofe della quale pochi ancora si interessano.

                                                                                                       Il direttivo MIC

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