STATUTO DELL’ORGANIZZAZIONE DI VOLONTARIATO

“Mondo in Cammino”

(Presidente nominato dal Consiglio Direttivo)

Titolo I                                                                                                   

Costituzione e scopi

 Art.1 – Denominazione-sede-durata

  1. Ai sensi del “Decreto Legislativo 3 luglio 2017 n. 117” – da qui in avanti indicato come “Codice del Terzo Settore” -, delle norme del Codice Civile e della normativa in materia, è costituita l’Organizzazione di Volontariato – ODV-, non riconosciuta, denominata “Mondo in Cammino”, di seguito indicata anche come “Organizzazione”. E’ prevista anche l’abbreviazione “MIC”. A fianco della denominazione in italiano, ma mai singolarmente, possono essere usate (singole o affiancate) le diciture in Inglese “World on the march” e in Russo “Мир в движении”.
  2. L’Organizzazione ha sede legale nel Comune di Vercelli, presso il Centro Servizi Volontariato in corso Libertà 72. L’eventuale variazione della sede legale nell’ambito del Comune di Vercelli non comporta modifica statutaria, salvo apposita delibera del Consiglio Direttivo e successiva comunicazione agli uffici competenti.
  3. Essa opera a livello provinciale, ed intende operare anche a livello interprovinciale, regionale, nazionale e internazionale.
  4. L’ Organizzazione potrà istituire gruppi, sezioni o sedi secondarie, in Italia e all’estero mediante delibera del Consiglio Direttivo.
  5. L’ Organizzazione è disciplinata dal presente Statuto, ed agisce nei limiti del “Codice del Terzo Settore”, delle relative norme di attuazione, della legge regionale e dei principi generati dall’ordinamento giuridico.
  6. Lo Statuto vincola alla sua osservanza gli associati alla Organizzazione; esso costituisce la regola fondamentale di comportamento dell’attività della Organizzazione stessa.
  7. Lo Statuto è interpretato secondo le regole dei contratti e secondo i criteri dell’articolo 12 delle preleggi al Codice Civile.
  8. L’ Organizzazione ha durata illimitata.

Art.2 – Utilizzo nella denominazione dell’acronimo “ODV” o dell’indicazione di “organizzazione di volontariato”

  1. A decorrere dall’avvenuta istituzione del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (di seguito: RUNTS), e ad avvenuta iscrizione dell’ Organizzazione nell’apposita sezione di questo, l’acronimo “ODV” o l’indicazione di “organizzazione di volontariato” dovranno essere inseriti obbligatoriamente nella denominazione sociale. Dal momento dell’iscrizione nel RUNTS, la denominazione diventerà quindi “Mondo in Cammino ODV” oppure “Mondo in Cammino organizzazione di volontariato”oppure ODV Mondo in Cammino.
  2. Da quel momento dovrà essere utilizzata l’indicazione di “organizzazione di volontariato” o l’acronimo “ODV” negli atti, nella corrispondenza e nelle comunicazioni al pubblico.
  3. Fino all’istituzione del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), l’acronimo “ODV” o l’indicazione di “organizzazione di volontariato” può comunque essere inserito nella denominazione sociale perché “Mondo in Cammino”, oltre ad avere adottato questa specificità nello statuto originario del 17 settembre 2005, è iscritta, come tale, nel registro della Regione Piemonte, così come previsto dalla Legge 266 del 1991.

Art.3 – Scopi

  1. L’ Organizzazione è apartitica e aconfessionale, e fonda la propria attività istituzionale ed associativa sui principi costituzionali della democrazia, della partecipazione sociale e sull’attività di volontariato.
  2. L’ Organizzazione persegue, senza scopo di lucro, finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, attraverso l’esercizio, in via esclusiva o principale e prevalentemente in favore di terzi, di una o più attività di interesse generale.
  3. Essa opera nei seguente/i settore/i:
  4. Interventi e servizi sociali;
  5. Educazione e istruzione;
  6. Interventi e servizi finalizzati alla salvaguardia e al miglioramento delle condizioni dell’ambiente e all’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali;
  7. Ricerca scientifica di particolare interesse sociale,
  8. Organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale, incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e della pratica del volontariato e delle attività di interesse generale di cui al presente articolo;
  9. Organizzazione e gestione di attività turistiche di interesse sociale, culturale o religioso;
  10. Cooperazione allo sviluppo;
  11. Attività commerciali, produttive, di educazione e informazione, di promozione, di rappresentanza, di concessione in licenza di marchi di certificazione, svolte nell’ambito o a favore di filiere del commercio equo e solidale, da intendersi come un rapporto commerciale con un produttore operante in un’area economica svantaggiata, situata, di norma, in un Paese in via di sviluppo, sulla base di un accordo di lunga durata finalizzato a promuovere l’accesso del produttore al mercato e che preveda il pagamento di un prezzo equo, misure di sviluppo in favore del produttore e l’obbligo del produttore di garantire condizioni di lavoro sicure, nel rispetto delle normative nazionali ed internazionali, in modo da permettere ai lavoratori di condurre un’esistenza libera e dignitosa, e di rispettare i diritti sindacali, nonché di impegnarsi per il contrasto del lavoro infantile;
  12. Accoglienza umanitaria ed integrazione sociale dei migranti;
  13. Beneficenza, sostegno a distanza, cessione gratuita di alimenti o prodotti di cui alla legge 19 agosto 2016, n.166, e successive modificazioni, o erogazione di denaro, beni o servizi a sostegno di persone svantaggiate o di attività di interesse generale a norma del presente articolo;
  14. promozione della cultura della legalità, della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata;
  15. Promozione e tutela dei diritti umani, civili, sociali e politici, nonché dei diritti dei consumatori e degli utenti delle attività di interesse generale di cui al presente articolo, promozione delle pari opportunità e delle iniziative di aiuto reciproco, incluse le banche dei tempi di cui all’articolo 27 della legge 8 marzo 2000, n.53, e i gruppi di acquisto solidale di cui all’articolo 1, comma 266, della legge 24 dicembre 2007, n.244.
  16. L’ Organizzazione, ispirandosi ai principi della solidarietà umana, della pace, della condivisione ed uguaglianza fra i popoli e della difesa dell’ambiente, persegue le seguenti finalità:
  17. Sostenere, promuovere e qualificare l’attività di volontariato, tramite il coordinamento o la proposizione di progetti rispettivamente a favore o sostenuti da organizzazioni ed associazioni di volontariato che intervengano nel campo della solidarietà e della cooperazione in diverse parti del mondo, con uno sguardo privilegiato, per storia e tradizione dell’Organizzazione, allo Spazio Post Sovietico;
  18. Sostenere tutte le azioni pratiche e culturali per l’affermazione di una cultura no nuke e di pace
  19. Svolgere attività di sensibilizzazione, divulgazione e crescita verso la cultura no nuke, della pace, della nonviolenza, della solidarietà, della giustizia del rispetto dei diritti umani utilizzando tutte le espressioni artistiche e le modalità attuative messe a disposizioni dai mass media e con flussi di erogazione coerenti o non contrastanti con le disposizioni del presente Statuto
  20. Sostenere e aiutare i minori e le loro famiglie che vivono in Paesi in via di sviluppo o colpiti da calamità naturale e fallout nucleari o in preda a conflitti di vario tipo, compresi quelli interetnici ed interreligiosi o in fase post bellica e di ricostruzione, al fine di migliorarne le condizioni di vita adottando gli strumenti utili allo scopo;
  21. Sostenere e aiutare le persone a cui le vicissitudini della vita hanno tolto dignità lavorativa, possibilità di sostentamento e/o spinto verso derive sociali (alcoolismo, droga, ecc.) per ripristinare, seppure parzialmente, momenti di condivisione e di sufficiente decoro umano;
  22. Coniugare, in ogni intervento, la solidarietà con la giustizia e il rispetto dei diritti umani

Art.4 – Attività

  1. Per raggiungere gli scopi suddetti l’ Organizzazione potrà svolgere le seguenti attività:
  2. Approntare strumenti e iniziative per la crescita della cultura della solidarietà, la promozione di iniziative di volontariato ed il rafforzamento di quelle esistenti attraverso modalità come previsto al punto o)
  3. Offrire consulenza e assistenza qualificata nonché strumenti per la progettazione, l’avvio e la realizzazione di specifiche attività;
  4. Promuovere e svolgere attività di ricerca e analisi;
  5. Organizzare campi di lavoro per i propri volontari;
  6. Organizzare campi di riconciliazione interetnica ed interreligiosa con soggetti residenti in zone conflittuali;
  7. Promuovere e organizzare ogni forma di volontariato attivo per i cittadini;
  8. Promuovere, organizzare e gestire progetti di cooperazione internazionale nel pieno rispetto dell’autodeterminazione delle comunità locali, delle differenze culturali e di uno sviluppo improntato alla valorizzazione delle risorse presenti;
  9. Assumere iniziative di formazione e qualificazione nei confronti degli aderenti ed organizzazioni di volontariato;
  10. Promuovere le proprie attività in ambito scolastico e nel campo dell’aggiornamento culturale e professionale;
  11. Realizzare in Italia e all’estero, scambi culturali, ricerche, consulenze, sperimentazioni innovative, anche in base a commesse esterne, sugli orientamenti culturali, sulla formazione, in campo metodologico e didattico in funzione dei principi ispiratori e dell’oggetto del presente Statuto;
  12. Promuovere i temi della pace e della nonviolenza e della cooperazione fra tutti i popoli al di sopra delle frontiere e delle barriere di ogni tipo utilizzando, fra le altre, le strategie del confidence building, della negoziazione, dell’interposizione, del metodo “Transcend” al fine di dimostrare la perseguibilità di politiche di difesa difensiva, di operazioni di peace-keeping, peace-building e peace-making
  13. Lottare contro ogni forma di sfruttamento, di ignoranza, di ingiustizia, di discriminazione e di emarginazione;
  14. Operare sui temi della conoscenza, della ricerca, del rapporto tra scienza e società, cultura e lavoro, per rompere le forme di esclusione dalla conoscenza, promuovere la diffusione della cultura e formare una coscienza scientifica diffusa;
  15. Svolgere, laddove possibile, attività di coordinamento con le istituzioni territoriali, regionali, provinciali, comunali, e forze politiche, banche date, enti pubblici e privati, le associazioni e organizzazione di volontariato e del privato sociale per ottimizzare le risorse attraverso sinergie e azioni in rete;
  16. Svolgere attività di sensibilizzazione offrendo informazioni, notizie, documentazioni e dati sulle attività di volontariato, effettuando a tal fine studi e ricerche, organizzando seminari, convegni, giornate studio, e promuovendo altresì iniziative editoriali (pubblicazioni di riviste, opuscoli divulgativi, libri e saggi, video, ecc.) o di altro tipo (musicali, concertistiche, teatrali,ecc.);
  17. Perseguire, possibilmente su base annuale, delle campagne informative/documentative/testimoniali sulla democrazia dell’informazione e sulla ricerca della verità;
  18. Stabilire rapporti personali capaci di educare e far crescere le persone in situazioni di particolare disagio soggettivo e sociale;
  19. Prestare attenzione a situazioni di bisogno, degrado e/o sovvertimento sociali – causate da povertà, disgrazie naturali, incidenti o fallout nucleari, conflitti interetnici ed interreligiosi derive culturali, disagio psicologico, sofferenza fisica, inadeguata risposta sanitaria – presenti sul territorio sede di intervento con prevalenti, ma non esclusive, azioni a livello pubblico. A tale fine si perseguono attività come il sostegno alle mense dei poveri, l’accoglienza temporanea, il microcredito, l’inserimento in iter sanitari e/o assistenziali e riabilitativi;
  20. Sensibilizzare tutti i soggetti coinvolti (proponenti e beneficiari) in processi di adesione, condivisione, partecipazione attiva e conoscenza verso tutti gli aspetti connessi alle tematiche di intervento;
  21. Svolgere ogni altra attività non specificamente menzionata in tale elenco ma comunque collegata con quelle precedenti, purché coerente con le finalità istituzionali e idonea a perseguirne il raggiungimento.
  22. L’ Organizzazione può svolgere, ex art.6 del Codice del Terzo Settore, anche attività diverse da quelle di interesse generale, a condizione che esse siano secondarie e strumentali e siano svolte secondo i criteri e i limiti stabiliti dal predetto Codice e dalle disposizioni attuative dello stesso. La loro individuazione è operata da parte del Consiglio Direttivo.
  23. L’ Organizzazione potrà, altresì, porre in essere raccolte pubbliche di fondi, al fine di finanziare le proprie attività di interesse generale, nel rispetto dei princípi di verità, trasparenza e correttezza con i sostenitori e con il pubblico, in conformità alle disposizioni contenute nell’art.7 del Codice del Terzo Settore e dei successivi decreti attuativi dello stesso.

 Titolo II

Norme sul rapporto associativo

 Art.5 – Norme sull’ordinamento interno

  1. L’ordinamento interno dell’ Organizzazione è ispirato a criteri di democraticità, pari opportunità ed uguaglianza dei diritti di tutti gli associati, le cariche associative sono elettive e tutti gli associati possono esservi nominati.
  2. Non è prevista alcuna differenza di trattamento tra gli associati riguardo ai diritti e ai doveri nei confronti dell’ Organizzazione.

 Art.6 – Associati

  1. Sono ammessi a far parte dell’ Organizzazione le persone fisiche e le Organizzazioni di volontariato le quali, aderendo alle finalità istituzionali della stessa, condividendole e mosse da spirito di solidarietà, intendano collaborare e impegnarsi concretamente per il loro raggiungimento.
  2. Possono essere ammessi come associati anche altri enti del Terzo Settore o altri enti senza scopo di lucro, a condizione che il loro numero non sia superiore al 50% (cinquanta per cento) del numero delle Organizzazioni di volontariato.
  3. Gli enti giuridici sono rappresentati dal rispettivo Presidente ovvero da altro soggetto delegato dal Consiglio Direttivo.
  4. L’adesione all’ Organizzazione è a tempo indeterminato e non può essere disposta per un periodo temporaneo, fermo restando in ogni caso il diritto al recesso.

Art.7 – Procedura di ammissione

  1. Ai fini dell’adesione all’ Organizzazione, chiunque ne abbia interesse presenta domanda per iscritto al Consiglio Direttivo, che è l’organo deputato a decidere sull’ammissione. In tale domanda deve essere anche precisato che il richiedente si impegna ad accettare le norme dello Statuto Sociale e dei regolamenti interni, ad osservare le disposizioni che saranno emanate dal Consiglio Direttivo e dall’Assemblea ed a partecipare alla vita associativa.
  2. Il Consiglio Direttivo delibera l’ammissione o il rigetto entro 60 (sessanta) giorni dalla presentazione della domanda. Il Consiglio Direttivo deve decidere secondo criteri non discriminatori, coerenti con le finalità perseguite e con le attività di interesse generale svolte.
  3. L’accoglimento della domanda è comunicato al nuovo associato entro 30 (trenta) giorni dalla data della deliberazione ed egli deve essere iscritto nel libro degli associati.
  4. L’eventuale provvedimento di rigetto deve essere motivato e comunicato per iscritto all’interessato entro e non oltre 60 (sessanta) giorni dalla data della deliberazione. Contro di esso l’interessato può proporre appello all’Assemblea ordinaria, entro e non oltre 60 (sessanta) giorni dal ricevimento della comunicazione, mediante apposita istanza che deve essere inoltrata al Consiglio Direttivo a mezzo raccomandata o PEC o altro mezzo idoneo ad attestarne il ricevimento; l’Assemblea ordinaria dovrà svolgersi entro 60 (sessanta) giorni dalla data di ricevimento dell’istanza. All’appellante deve essere garantito in Assemblea il diritto al contraddittorio.
  5. Le domande di ammissione presentate da soggetti minorenni dovranno essere controfirmate dall’esercente la patria potestà. Il genitore che sottoscrive la domanda rappresenta il minore a tutti gli effetti nei confronti dell’ Organizzazione e risponde verso la stessa per tutte le obbligazioni dell’associato minorenne.

Art.8 – Diritti e doveri degli associati

  1. Gli associati hanno il diritto di:
  2. partecipare in Assemblea con diritto di voto, compreso il diritto di elettorato attivo e passivo;
  3. essere informati di tutte le attività ed iniziative dell’ Organizzazione, e di parteciparvi;
  4. esaminare i libri sociali. Al fine di esercitare tale diritto, l’associato deve presentare espressa domanda di presa di visione al Consiglio Direttivo, il quale provvede entro il termine massimo dei 30 (trenta) giorni successivi. La presa di visione è esercitata presso la sede, legale od effettiva, dell’ Organizzazione alla presenza di persona indicata dal Consiglio Direttivo.
  5. L’esercizio dei diritti sociali spetta agli associati fin dal momento della loro iscrizione nel libro degli associati, sempre che essi siano in regola con l’eventuale versamento della quota associativa, come disciplinato dall’art.16 del presente Statuto.
  6. Gli associati hanno il dovere di:
  7. adottare comportamenti conformi allo spirito e alle finalità dell’ Organizzazione, tutelandone il nome, nonché nei rapporti tra i soci e tra questi ultimi e gli organi sociali;
  8. rispettare lo Statuto, i regolamenti interni e le deliberazioni adottate dagli organi sociali;
  9. versare la quota associativa nella misura e nei termini fissati annualmente dal Consiglio Direttivo.
  10. Le quote e i contributi associativi non sono trasferibili, ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte, e non sono rivalutabili.

Art.9 – Cause di cessazione del rapporto associativo

  1. La qualità di associato si perde per:
  2. recesso volontario. Ogni associato può esercitare in ogni momento il diritto di recesso, mediante comunicazione scritta al Consiglio Direttivo. Il recesso ha effetto immediato;
  3. mancato pagamento della quota associativa entro 90 (novanta) giorni successivi alla data di ammissione per i nuovi soci, entro 180 (centottanta) giorni dall’inizio dell’esercizio sociale per gli altri soci, salvo deroghe deliberate dal Consiglio Direttivo. Il Consiglio Direttivo comunica tale obbligo a tutti gli associati entro un termine congruo per poter provvedere al versamento. L’associato decaduto può presentare una nuova domanda di ammissione ai sensi dell’art.7 del presente Statuto.
  4. L’associato può invece essere escluso dall’ Organizzazione per:
  5. comportamento contrastante con gli scopi dell’ Organizzazione;
  6. persistenti violazioni degli obblighi statutari, regolamentari o delle deliberazioni degli organi sociali;
  7. aver arrecato all’ Organizzazione danni materiali o morali di una certa gravità.
  8. Il provvedimento di esclusione, pronunciato dal Consiglio Direttivo, deve essere motivato e comunicato per iscritto all’interessato entro e non oltre 30 (trenta) giorni dalla data della deliberazione. Contro di esso l’associato escluso può proporre appello all’Assemblea ordinaria, entro e non oltre 30 (trenta) giorni dal ricevimento della comunicazione, mediante apposita istanza che deve essere inoltrata al Consiglio Direttivo a mezzo raccomandata o PEC o altro mezzo idoneo ad attestarne il ricevimento; l’Assemblea ordinaria dovrà svolgersi entro 30 (trenta) giorni dalla data di ricevimento dell’istanza. All’appellante deve essere garantito in Assemblea il diritto al contraddittorio. Fino alla data di convocazione dell’Assemblea ordinaria, ai fini del ricorso, l’associato interessato dal provvedimento di esclusione si intende sospeso: egli può comunque partecipare alle riunioni assembleari ma non ha diritto di voto.
  9. La perdita della qualifica di associato comporta la decadenza automatica di qualsiasi carica ricoperta sia all’interno dell’ Organizzazione sia all’esterno per designazione o delega.
  10. L’associato receduto o escluso non ha diritto alla restituzione delle quote associative versate né ha alcun diritto sul patrimonio dell’ Organizzazione.

 Titolo III

Norme sul volontariato

 Art.10 – Dei volontari e dell’attività di volontariato

  1. I volontari sono persone fisiche che condividono le finalità dell’ Organizzazione e che, per libera scelta, prestano la propria attività tramite essa in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, neanche indiretti ed esclusivamente per fini di solidarietà.
  2. L’ Organizzazione deve iscrivere in un apposito registro i volontari, associati o non associati, che svolgono la loro attività in modo non occasionale.
  3. L’ Organizzazione deve inoltre assicurare i propri volontari contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell’attività di volontariato, nonché per la responsabilità civile verso terzi.
  4. L’attività del volontario non può essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario. Al volontario possono essere rimborsate le spese effettivamente sostenute e analiticamente documentate per l’attività prestata, previa autorizzazione ed entro i limiti stabiliti dal Consiglio Direttivo.

Art.11 – Dei volontari e delle persone retribuite

  1. La qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di lavoro retribuito con l’ente di cui il volontario è associato o tramite il quale svolge la propria attività volontaria.
  2. L’ Organizzazione svolge la propria attività di interesse generale avvalendosi in modo prevalente dell’attività di volontariato dei propri associati o delle persone aderenti agli enti associati.
  3. L’ Organizzazione può assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo o di altra natura, esclusivamente nei limiti necessari al suo regolare funzionamento, oppure nei limiti occorrenti a qualificare o specializzare l’attività svolta. In ogni caso, il numero dei lavoratori impiegati nell’attività non può essere superiore al 50% (cinquanta per cento) del numero dei volontari.

 Titolo IV

Organi sociali

Art.12 – Organi dell’ Organizzazione

  1. Sono organi dell’ Organizzazione:
  2. l’Assemblea dei soci;
  3. l’organo di amministrazione definito nel seguente Statuto come “Consiglio Direttivo”;
  4. l’organo di controllo, nominato qualora si verifichino le condizioni di cui all’art.30 del Codice del Terzo Settore;
  5. l’organo di revisione, nominato qualora si verifichino le condizioni di cui all’art.31 del Codice del Terzo Settore.
  6. il Presidente
  7. Ai componenti degli organi sociali, ad eccezione dei membri dell’organo di controllo che siano in possesso dei requisiti di cui all’art.2397, c.2, del Codice Civile, non può essere attribuito alcun compenso, salvo il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate per l’attività prestata ai fini dello svolgimento della funzione.
  8. L’elezione degli organi dell’ Organizzazione non può in alcun modo essere vincolata o limitata, ed è informata a criteri di massima libertà di partecipazione all’elettorato attivo e passivo.

 Art.13 – L’Assemblea degli associati: composizione, modalità di convocazione e funzionamento

  1. L’Assemblea è l’organo sovrano dell’ Organizzazione ed è composta da tutti gli associati in regola con il versamento della quota associativa annuale.
  2. Ciascun associato può intervenire personalmente in Assemblea o può farsi rappresentare da un altro associato mediante delega, la quale deve essere scritta e firmata e deve contenere l’indicazione del delegante e del delegato. È ammessa una sola delega per associato, salvo diversa deliberazione del Consiglio Direttivo sulla base dell’art. 24 c3 del Codice del Terzo Settore.
  3. L’Assemblea è convocata dal Presidente dell’ Organizzazione, a seguito di delibera del Consiglio Direttivo, almeno una volta l’anno per l’approvazione del bilancio di esercizio. L’Assemblea può essere inoltre convocata:
  4. su richiesta motivata della maggioranza dei membri del Consiglio Direttivo;
  5. su richiesta motivata ed indirizzata al Consiglio Direttivo da almeno 1/5 (un quinto) degli associati.

Nei casi di cui alle lettere a) e b) il Presidente deve provvedere alla convocazione dell’Assemblea, la quale deve svolgersi entro 60 (sessanta) giorni dalla data della richiesta. Qualora il Presidente non provveda alla convocazione nei termini indicati, l’organo di controllo, se nominato, deve procedere in sua vece e senza ritardo alla convocazione dell’Assemblea.

  1. La convocazione deve avvenire mediante avviso scritto almeno 8 (otto) giorni prima della data della riunione. L’avviso deve indicare il luogo, il giorno e l’ora sia di prima che di seconda convocazione, oltre che gli argomenti all’ordine del giorno. L’adunanza di seconda convocazione deve essere fissata almeno 24 (ventiquattro) ore dopo la prima convocazione.
  2. La comunicazione per gli associati può pervenire per iscritto tramite lettera o email, spedita/divulgata al recapito risultante da libro dei soci oppure mediante avviso affisso nella sede legale od effettiva dell’organizzazione.
  3. L’Assemblea può riunirsi anche mediante videoconferenza, sempre che tutti i partecipanti siano identificati e sia loro consentito di seguire la discussione in modo simultaneo, di intervenire in tempo reale alla trattazione degli argomenti affrontati e di partecipare alla votazione. L’Assemblea si considera tenuta nel luogo in cui si trova il Presidente, e dove pure deve trovarsi il segretario della riunione, onde consentire la stesura e la sottoscrizione del verbale sul relativo libro. Se nel corso della riunione venisse sospeso il collegamento, la stessa verrà dichiarata sospesa dal Presidente o da colui che ne fa le veci, e le decisioni prese fino alla sospensione saranno valide.
  4. L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’ Organizzazione o, in sua assenza, dal Vicepresidente o da altro associato indicato in sede di riunione assembleare.
  5. Le discussioni e le deliberazioni dell’Assemblea sono riassunte in un verbale, sottoscritto dal Presidente e dal verbalizzante a ciò appositamente nominato. Il verbale è trascritto nel libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’Assemblea, conservato nella sede legale od effettiva dell’ Organizzazione.
  6. Le delibere assunte dall’Assemblea vincolano tutti i soci anche assenti o dissenzienti.
  7. Nel caso in cui vi sia un numero di associati non inferiori a 500 (cinquecento), l’ Organizzazione può prevedere e disciplinare le costituzione e lo svolgimento di assemblee separate, comunque denominate, anche rispetto a specifiche materie ovvero in presenza di particolari categorie di associati o di svolgimento dell’attività in più ambiti territoriali. A tali assemblee si applicano le disposizioni di cui al comma terzo, quarto, quinto e sesto dell’articolo 2540 del Codice Civile, in quanto compatibili.

Art.14 – Assemblea ordinaria: competenze e quorum

  1. È compito dell’Assemblea ordinaria:
  2. approvare il bilancio di esercizio, predisposto dal Consiglio Direttivo, entro 4 (quattro) mesi dalla chiusura dell’esercizio finanziario;
  3. approvare l’eventuale programma annuale e pluriennale di attività, predisposto dal Consiglio Direttivo;
  4. approvare l’eventuale bilancio sociale, predisposto dal Consiglio Direttivo;
  5. determinare il numero, eleggere e revocare i membri del Consiglio Direttivo;
  6. eleggere e revocare i componenti dell’organo di controllo, qualora si verifichino le condizioni di cui all’art.30 del Codice del Terzo Settore;
  7. eleggere e revocare l’organo di revisione, qualora si verifichino le condizioni di cui all’art.31 del Codice del Terzo Settore;
  8. decidere sui ricorsi contro i provvedimenti di diniego di adesione e di esclusione dall’Associazione;
  9. approvare l’eventuale regolamento attuativo dello Statuto e gli altri regolamenti predisposti dal Consiglio Direttivo per il funzionamento dell’ Organizzazione;
  10. deliberare sulla responsabilità dei componenti degli organi sociali, ai sensi dell’art.28 del Codice del Terzo Settore, e promuovere l’azione di responsabilità nei loro confronti;
  11. deliberare su ogni altro argomento posto all’ordine del giorno o sottoposto al suo esame da parte del Consiglio Direttivo o da altro organo sociale.
  12. L’Assemblea ordinaria in prima convocazione è validamente costituita con la presenza della metà più uno degli associati; in seconda convocazione è validamente costituita qualsiasi sia il numero degli associati presenti.
  13. Le deliberazioni dell’Assemblea ordinaria sono prese a maggioranza dei voti degli associati presenti, sia in prima che in seconda convocazione.

Art.15 – Assemblea straordinaria: competenze e quorum

  1. È compito dell’Assemblea straordinaria:
  2. deliberare sulle proposte di modifica dello Statuto;
  3. deliberare in merito allo scioglimento, trasformazione, fusione o scissione dell’ Organizzazione. Nonché la devoluzione del patrimonio.
  4. Per le modifiche statutarie, per la trasformazione, fusione o scissione dell’ Organizzazione, l’Assemblea straordinaria in prima convocazione è validamente costituita con la presenza di almeno 3/4 (tre quarti) degli associati e delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti; in seconda convocazione è validamente costituita con la presenza di almeno 3/4 (tre quarti) degli associati e delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
  5. Per lo scioglimento dell’ Organizzazione e la devoluzione del patrimonio, l’Assemblea straordinaria delibera, sia in prima che in seconda convocazione, con il voto favorevole di almeno 3/4 (tre quarti) degli associati.

Art.16 – L’Assemblea degli associati: regole di voto

  1. Ciascun associato ha diritto ad un solo voto.
  2. L’esercizio del diritto di voto spetta agli associati che sono iscritti nel libro degli associati, sempre che essi siano in regola con il versamento della quota associativa annuale.
  3. Il diritto di voto sarà automaticamente riconosciuto all’associato minorenne solo alla prima Assemblea utile svoltasi dopo il raggiungimento della maggiore età. Il genitore, in rappresentanza dell’associato minorenne, non ha diritto di voto né di elettorato attivo e passivo. Gli associati minorenni non sono computati ai fini del raggiungimento dei quorum.
  4. Per le votazioni si procede normalmente con voto palese; si procede a scrutinio segreto quando ne faccia richiesta almeno 1/5 (un quinto) dei presenti. Per l’elezione delle cariche sociali, e comunque nei casi di votazioni riguardanti le persone, si procede mediante il voto a scrutinio segreto o per acclamazione all’unanimità.
  5. E’ ammessa l’espressione del voto per corrispondenza o in via elettronica, purché sia possibile verificare l’identità dell’associato che partecipa e vota.
  6. Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità, gli amministratori non hanno diritto di voto.

Art.17 – Il Consiglio Direttivo: composizione e durata in carica

  1. Il Consiglio Direttivo è l’organo amministrativo dell’ Organizzazione, è eletto dall’Assemblea tra gli associati in regola con il versamento della quota associativa, ed è composto da un numero di membri che può variare, sempre in modalità dispari, da 3 (tre) a 7 (sette), secondo quanto stabilito dall’Assemblea all’atto della nomina e dei successivi rinnovi. I primi membri del Consiglio Direttivo sono nominati nell’atto costitutivo.
  2. Non può essere eletto Consigliere, e se nominato decade dalla carica, l’interdetto, l’inabilitato, il fallito, o chi è stato condannato ad una pena che importa l’interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici o l’incapacità ad esercitare uffici direttivi.
  3. I Consiglieri durano in carica 3 (tre) anni e sono rieleggibili. Almeno 30 (trenta) giorni prima della scadenza del mandato, il Presidente convoca l’Assemblea per l’elezione del nuovo Consiglio Direttivo.

Art.18 – Il Consiglio Direttivo: regole di convocazione, di funzionamento e di voto

  1. Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente ogni qualvolta egli lo ritenga opportuno o quando ne sia fatta richiesta da almeno 1/3 (un terzo) dei Consiglieri.
  2. La convocazione è fatta mediante avviso scritto (lettera o email), il quale deve pervenire ai Consiglieri almeno 4 (quattro) giorni prima della data della riunione, e deve indicare il luogo, la data, l’ora e gli argomenti all’ordine del giorno.
  3. In difetto di convocazione formale, o di mancato rispetto dei termini di preavviso, saranno ugualmente valide le adunanze cui partecipano tutti i Consiglieri.
  4. Il Consiglio Direttivo può riunirsi anche mediante videoconferenza secondo le stesse modalità previste per l’Assemblea.
  5. Il Consiglio Direttivo è presieduto dal Presidente o, in sua assenza, dal Vicepresidente; in assenza di entrambi, è presieduto da altro Consigliere individuato tra i presenti.
  6. Le riunioni del Consiglio Direttivo sono legalmente costituite quando è presente la maggioranza dei suoi componenti, e le deliberazioni vengono prese a maggioranza dei presenti. Non sono ammesse deleghe.
  7. Nel caso in cui il Consiglio Direttivo sia composto da soli 3 (tre) membri, esso è validamente costituito e delibera quando sono presenti tutti.
  8. Le votazioni si effettuano con voto palese, tranne nei casi di votazioni riguardanti le persone, dove si procede mediante il voto a scrutinio segreto o per acclamazione all’unanimità.
  9. Di ogni riunione consiliare viene redatto apposito verbale, sottoscritto dal Presidente e dal verbalizzante a ciò appositamente nominato. Il verbale è trascritto nel libro delle adunanze e delle deliberazioni del Consiglio Direttivo, conservato nella sede legale od effettiva dell’ Organizzazione.

Art.19 – Competenze del Consiglio Direttivo

  1. Il Consiglio Direttivo è investito dei più ampi poteri per l’amministrazione ordinaria e straordinaria dell’ Organizzazione, ed in particolare ha il compito di:
  2. amministrare l’Organizzazione;
  3. redigere il bilancio di esercizio, da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;
  4. redigere l’eventuale programma annuale e pluriennale di attività, da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;
  5. redigere l’eventuale bilancio sociale, da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;
  6. nominare il Presidente, il Vicepresidente e il Segretario dell’Associazione e, eventualmente, il Tesoriere dell’ Organizzazione;
  7. decidere sulle domande di adesione all’ Organizzazione e sull’esclusione degli associati;
  8. redigere gli eventuali regolamenti interni per il funzionamento dell’ Organizzazione, da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;
  9. decidere la quota associativa annuale, determinandone l’ammontare;
  10. deliberare la convocazione dell’Assemblea;
  11. decidere in merito agli eventuali rapporti di lavoro con i dipendenti, oltre che con collaboratori e consulenti esterni;
  12. ratificare o respingere i provvedimenti adottati d’urgenza dal Presidente;
  13. curare la tenuta dei libri sociali dell’ Organizzazione;
  14. deliberare l’eventuale svolgimento di attività diverse, e documentarne il carattere secondario e strumentale rispetto alle attività di interesse generale;
  15. adottare ogni altro provvedimento che sia ad esso attribuito dal presente Statuto o dai regolamenti interni;
  16. adottare in generale tutti i provvedimenti e le misure necessarie all’attuazione delle finalità istituzionali, oltre che alla gestione e al corretto funzionamento dell’ Organizzazione;
  17. compiere gli adempimenti connessi all’iscrizione nel RUNTS – quando operativo – previsti dalla normativa vigente.
  18. Il Consiglio Direttivo può attribuire ad uno o più dei suoi membri il potere di compiere determinati atti o categorie di atti in nome e per conto dell’ Organizzazione.
  19. Il Segretario si occupa in generale della gestione dei libri sociali e svolge le mansioni a questo delegate dal Consiglio Direttivo o dal Presidente.
  20. Il potere di rappresentanza attribuito ai consiglieri è generale, pertanto le limitazioni di tale potere non sono opponibili ai terzi se non iscritte nel RUNTS o se non si prova che i terzi ne erano a conoscenza.

 Art.20 – Il Presidente: poteri e durata in carica

  1. Il Presidente è il legale rappresentante dell’ Organizzazione e la rappresenta di fronte a terzi e in giudizio.
  2. Il Presidente dell’ Organizzazione è nominato all’interno del Consiglio Direttivo.
  3. La carica di Presidente può essere revocata dal Consiglio Direttivo con le stesse modalità previste per l’elezione.
  4. La carica di Presidente si perde inoltre per dimissioni, rassegnate mediante comunicazione scritta al Consiglio Direttivo.
  5. Il Presidente ha la responsabilità generale della conduzione e del buon andamento dell’ Organizzazione, ed in particolare ha il compito di:
  6. firmare gli atti e i documenti che impegnano l’ Organizzazione sia nei riguardi degli associati che dei terzi;
  7. curare l’attuazione delle deliberazioni dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo;
  8. adottare, in caso di necessità, provvedimenti d’urgenza, sottoponendoli entro 30 (trenta) alla ratifica da parte del Consiglio Direttivo;
  9. convocare e presiedere l’Assemblea degli associati e il Consiglio Direttivo.
  10. In caso di assenza o impedimento, il Presidente viene sostituito dal Vicepresidente. In caso di assenza o impedimento di quest’ultimo, spetta al Consiglio Direttivo conferire espressa delega ad altro Consigliere.

 Art.21 – Cause di decadenza e sostituzione dei membri del Consiglio Direttivo

  1. La carica di Consigliere si perde per:
  2. dimissioni, rassegnate mediante comunicazione scritta al Consiglio Direttivo;
  3. revoca da parte dell’Assemblea ordinaria, a seguito di comportamento contrastante con gli scopi dell’ Organizzazione, persistenti violazioni degli obblighi statutari oppure per ogni altro comportamento lesivo degli interessi dell’ Organizzazione;
  4. sopraggiunte cause di incompatibilità, di cui all’art.17, c.2, del presente Statuto;
  5. perdita della qualità di associato a seguito del verificarsi di una o più delle cause previste dall’art.9 del presente Statuto.
  6. Nel caso in cui uno o più Consiglieri cessino dall’incarico per uno o più dei motivi indicati nel precedente comma, il Consiglio Direttivo provvede alla sostituzione attingendo alla lista dei non eletti nell’ultima elezione del Consiglio Direttivo svoltasi. I Consiglieri così subentrati rimangono in carica fino alla prima Assemblea ordinaria utile, la quale dovrà decidere sulla loro conferma. Se confermati, essi rimangono in carica fino alla scadenza del mandato del Consiglio Direttivo vigente. In caso di mancata conferma, oppure di esaurimento o di assenza del numero dei non eletti, il Consiglio Direttivo provvede alla sostituzione tramite cooptazione, salvo ratifica da parte della prima Assemblea ordinaria utile; in caso di mancata ratifica si procederà ad una nuova elezione. I Consiglieri così subentrati rimangono in carica fino alla scadenza del mandato del Consiglio Direttivo vigente.
  7. Nel caso in cui cessi dall’incarico la maggioranza dei Consiglieri, i Consiglieri rimasti in carica, tramite il Presidente o, in subordine, il Consigliere più anziano di età, dovranno convocare l’Assemblea ordinaria entro 60 (sessanta) giorni dalla cessazione, al fine di procedere ad una nuova elezione del Consiglio Direttivo. Fino all’elezione dei nuovi Consiglieri, i Consiglieri rimasti in carica potranno occuparsi dell’attività di ordinaria amministrazione.

Art.22 – L’organo di controllo: composizione, durata in carica e funzionamento

  1. L’organo di controllo, qualora nominato, può essere monocratico o formato da 3 (tre) membri, eletti dall’Assemblea, non necessariamente fra gli associati.
  2. L’organo di controllo rimane in carica 4 (quattro) anni ed è rieleggibile.
  3. Esso, se non monocratico, nomina al proprio interno un Presidente.
  4. Delle proprie riunioni l’organo di controllo redige verbale, il quale va poi trascritto nell’apposito libro delle adunanze e delle deliberazioni di tale organo, conservato nella sede legale od effettiva dell’ Organizzazione.
  5. Nel caso in cui, per dimissioni o altre cause, uno o più membri dell’organo di controllo decadano dall’incarico prima della scadenza del mandato, si provvede alla sostituzione degli stessi tramite una nuova elezione da parte dell’Assemblea.
  6. I membri dell’organo di controllo, a cui si applica l’art.2399 del Codice Civile, devono essere indipendenti ed esercitare le loro funzioni in modo obiettivo ed imparziale. Essi non possono ricoprire altre cariche all’interno dell’ Organizzazione.

Art.23 – Competenze dell’organo di controllo

  1. È compito dell’organo di controllo:
  2. vigilare sull’osservanza della legge e dello Statuto, e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione;
  3. vigilare sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile dell’ Organizzazione, e sul suo concreto funzionamento;
  4. esercitare il controllo contabile;
  5. esercitare compiti di monitoraggio dell’osservanza delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, avuto particolare riguardo alle disposizioni di cui agli articoli 5, 6, 7 e 8 del Codice del Terzo Settore;
  6. attestare che l’eventuale bilancio sociale sia stato redatto in conformità alle linee guida ministeriali di cui all’art.14 dello stesso Codice. L’eventuale bilancio sociale dà atto degli esiti di tale monitoraggio;
  7. partecipare, senza diritto di voto, alle riunioni del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea, alle quali presenta la relazione annuale sul bilancio di esercizio.
  8. Nei casi previsti dall’art.31, c.1, del Codice del Terzo Settore, l’organo di controllo può esercitare anche la revisione legale dei conti.
  9. L’organo di controllo ha diritto di accesso alla documentazione dell’ Organizzazione rilevante ai fini dell’espletamento del proprio mandato. Può in qualsiasi momento procedere ad atti di ispezione e controllo e, a tal fine, può chiedere ai Consiglieri notizie sull’andamento delle operazioni sociali o su determinati affari.

Art.24 – L’organo di revisione

  1. L’organo di revisione, qualora nominato, può essere monocratico o formato da 3 (tre) membri, eletti dall’Assemblea, non necessariamente fra gli associati. I membri dell’organo di revisione devono essere iscritti al registro dei revisori legali dei conti.
  2. L’organo di revisione rimane in carica 4 (quattro) anni ed è rieleggibile.
  3. Esso, se non monocratico, nomina al proprio interno un Presidente.
  4. L’organo di revisione ha il compito di esercitare la revisione legale dei conti.
  5. Delle proprie riunioni l’organo di revisione redige verbale, il quale va poi trascritto nell’apposito libro delle adunanze e delle deliberazioni di tale organo, conservato nella sede legale od effettiva dell’ Organizzazione.
  6. Nel caso in cui, per dimissioni o altre cause, uno o più membri dell’organo di revisione decadano dall’incarico prima della scadenza del mandato, si provvede alla sostituzione degli stessi tramite una nuova elezione da parte dell’Assemblea.
  7. I membri dell’organo di revisione devono essere indipendenti ed esercitare le loro funzioni in modo obiettivo ed imparziale. Essi non possono ricoprire altre cariche all’interno dell’ Organizzazione.

 Art.25 – Il Collegio dei Probiviri

  1. Qualora si reputi necessario, viene istituito da parte dell’Assemblea il Collegio dei Probiviri, che arbitra in modo inappellabile circa le vertenze sorte nell’ambito dell’ Organizzazione e riguardanti uno o più soci, e propone al Consiglio Direttivo gli eventuali provvedimenti disciplinari.
  2. Il Collegio dei Probiviri è composto da 3 (tre) membri eletti dall’assemblea fra gli associati che non fanno parte del Consiglio Direttivo. I Probiviri durano in carica 3 (tre) anni e sono rieleggibili.
  3. Il Collegio dei Probiviri elegge al suo interno un Presidente che convoca e presiede i lavori del Collegio. In assenza del Presidente, il Collegio è presieduto dal membro più anziano.
  4. Il Collegio dei Probiviri si riunisce su richiesta di almeno due componenti del Consiglio direttivo, oppure 5 (cinque) associati o di 1 (uno) associato interessato alla vertenza.
  5. Le riunioni del Collegio dei Probiviri sono valide purché tutti i 3 (tre) componenti siano presenti.

 Art.26 – Il Presidente Onorario

  1. Il Presidente Onorario può essere nominato dall’Assemblea per eccezionali meriti acquisiti in attività a favore dell’ Organizzazione.
  2. Il Presidente Onorario, in regola con la quota associativa, ha tutti i diritti e i doveri degli altri soci.

Art.27 – Soci onorari

  1. Possono essere riconosciuti Soci Onorari personalità, italiane o straniere, che si siano particolarmente distinte per la loro attività a favore dell’Organizzazione o che sono disponibili ad appoggiarla.
  2. Sono eletti all’unanimità dal Consiglio Direttivo in quote non superiori a 2 (due) unità annualmente.
  3. I soci onorari sono esenti dal pagamento della quota associativa annuale, non hanno diritto di voto e non sono eleggibili alle cariche sociali.
  4. I Soci Onorari possono prendere parte attiva nell’Organizzazione con incarichi, gratuiti, nei comitati tecnici o con altri compiti che il Consiglio Direttivo riterrà di conferire.
  5. I Soci Onorari, in regola con la quota associativa, hanno tutti i diritti e i doveri degli altri soci.

 Art.28 – Comitati tecnici

  1. Nell’ambito delle attività approvate dell’Assemblea dei soci, il Consiglio Direttivo ha facoltà di costituire Comitati Tecnici a cui partecipano gli associati o esperti anche non soci, per la definizione e la realizzazione concreta di specifici programmi e progetti, oppure con funzione consultiva in merito a progetti che l’ Organizzazione intende promuovere. Il Consiglio Direttivo stabilisce gli ambiti di azione e le linee di intervento del Comitato Tecnico e ne nomina il coordinatore.

 Art.29 – Responsabilità degli organi sociali

  1. Delle obbligazioni contratte dall’ Organizzazione rispondono, oltre all’ Organizzazione stessa, anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell’ Organizzazione.
  2. I Consiglieri, i direttori generali, i componenti dell’organo di controllo e di revisione (qualora nominati), rispondono nei confronti dell’ente, dei creditori sociali, dei fondatori, degli associati e dei terzi, ai sensi delle disposizioni in tema di responsabilità nelle società per azioni, in quanto compatibili.

Titolo V

I libri sociali

Art.30 – Libri sociali e registri

  1. L’ Organizzazione deve tenere le seguenti scritture:
  2. il libro degli associati;
  3. il libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’Assemblea;
  4. il libro delle adunanze e delle deliberazioni del Consiglio Direttivo.
  5. L’ Organizzazione deve tenere il libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’organo di controllo, qualora questo sia stato nominato.
  6. L’ Organizzazione ha inoltre l’obbligo di tenere il libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’organo di revisione, qualora questo sia stato nominato.
  7. L’ Organizzazione deve infine tenere il registro dei volontari che svolgono la loro attività in modo non occasionale.

 Titolo VI

Norme sul patrimonio dell’Associazione e sul bilancio di esercizio

 Art.31 – Destinazione del patrimonio ed assenza di scopo di lucro

  1. Il patrimonio dell’ Organizzazione è utilizzato per lo svolgimento dell’attività statutaria ai fini dell’esclusivo perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.
  2. È vietata la distribuzione, anche indiretta, di utili ed avanzi di gestione, fondi e riserve comunque denominate a fondatori, associati, lavoratori e collaboratori, Consiglieri ed altri componenti degli organi sociali, anche nel caso di recesso o di ogni altra ipotesi di scioglimento individuale del rapporto associativo.

 Art.32 – Risorse economiche

  1. L’ Organizzazione trae le risorse economiche per il funzionamento e per lo svolgimento delle proprie attività da:
  2. quote associative;
  3. contributi pubblici e privati;
  4. donazioni e lasciti testamentari;
  5. rendite patrimoniali;
  6. attività di raccolta fondi;
  7. rimborsi derivanti da convenzioni con le pubbliche amministrazioni;
  8. proventi da attività di interesse generale e da attività diverse ex art.6 del Codice del Terzo Settore;
  9. ogni altra entrata ammessa ai sensi del Codice del Terzo Settore e di altre norme competenti in materia.
  10. Per l’attività di interesse generale prestata l’ Organizzazione può ricevere soltanto il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate, salvo che tale attività sia svolta quale attività secondaria e strumentale nei limiti di cui all’art.6 del Codice del Terzo Settore.

Art.33 – I beni

  1. I beni dell’Organizzazione sono beni immobili, beni registrati mobili e beni mobili. I beni immobili e i beni registrati mobili possono essere acquistati dall’Organizzazione, e sono ad essa intestati. I beni immobili
  2. I beni immobili e i beni registrati mobili possono essere acquistati dall’Organizzazione, e sono ad essa intestati.
  3. I beni immobili, i beni registrati mobili, nonché i beni mobili che sono collocati nella sede legale od effettiva dell’Organizzazione sono elencati nell’inventario che è depositato presso la sede legale od effettiva dell’Organizzazione e può essere consultato dagli associati.

 Art.34 – Bilancio di esercizio

  1. L’esercizio sociale coincide con l’anno solare.
  2. Alla fine di ogni esercizio il Consiglio Direttivo deve procedere alla formazione del bilancio di esercizio, il quale dovrà essere approvato dall’Assemblea ordinaria. Quest’ultima dovrà essere convocata entro 120 (centoventi) giorni dalla chiusura dell’esercizio.
  3. Il bilancio di esercizio dovrà essere depositato presso la sede legale o effettiva dell’ Organizzazione negli 8 (otto) giorni che precedono l’Assemblea convocata per la sua approvazione ed ogni associato, previa richiesta scritta, potrà prenderne visione.

Art.35 – Bilancio sociale

  1. Al verificarsi delle condizioni previste dall’art. 14 del “Codice del Terzo Settore”, l’ Organizzazione redige il bilancio sociale e pone in essere tutti gli adempimenti necessari

 Art.36 – Convenzioni

  1. Le convenzioni fra l’Organizzazione e le Amministrazioni Pubbliche di cui all’art. 56 del “Codice del Terzo Settore” sono deliberate dal Consiglio Direttivo che ne determina anche le modalità di attuazione, e sono stipulate dal Presidente dell’Organizzazione, quale suo legale rappresentante.

 Titolo VII

Scioglimento dell’ Organizzazione e devoluzione del patrimonio

Art.37 – Scioglimento e devoluzione del patrimonio

  1. Lo scioglimento dell’ Organizzazione è deciso dall’Assemblea straordinaria con il voto favorevole di almeno 2/3 (due terzi) degli associati, sia in prima che in seconda convocazione.
  2. L’Assemblea che delibera lo scioglimento nomina anche uno o più liquidatori e delibera sulla destinazione del patrimonio residuo, il quale dovrà essere devoluto, previo parere positivo dell’Ufficio di cui all’art.45, c.1, del Codice del Terzo Settore e salvo diversa destinazione imposta dalla legge, ad altri enti del Terzo Settore o, in mancanza, alla Fondazione Italia Sociale, secondo quanto previsto dall’art.9 del Codice del Terzo Settore.

Titolo VIII

Disposizioni finali

 Art.38 – Norme di rinvio

  1. Per quanto non espressamente previsto nel presente Statuto, si applicano il Codice del Terzo Settore e le disposizioni attuative dello stesso, oltre che il Codice Civile e le relative disposizioni di attuazione, in quanto compatibili.